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“Kattarshians” il reality islandese per trovare casa ai mici senza famiglia (video)

(27/02/2017)

casetta_CopiaCome nella casa del Grande Fratello in diretta streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sarà spiata la vita di quattro gatti in cerca di adozione. Il progetto si chiama appunto "Keeping up with the Kattarshians" e nasce da un'idea della Società islandese per la Protezione dei Felini.
Il programma...


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Animali contro droni: 2 a 0. Tigri e aquile atterrano questi strani uccelli volanti (video)

(25/02/2017)

drone_CopiaUn branco di tigri siberiane della provincia cinese del Heilongjiang, infastidite e incuriosite dal volo di un insolito uccello, non hanno esitato un attimo a lanciarsi all’inseguimento di questo invadente animale che disturbava la loro privacy. Una scena di caccia nuova per questi grandi felini...


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Aspetta sul molo per un mese il suo proprietario annegato. La sua foto commuove il web e trova una nuova giovane amica umana

(25/02/2017)

molo_Copiache la mostra seduta sul molo di Bangkok  nella disperata attesa del suo proprietario, è stata la fortuna di Tha Ruea, questo è ora il nome di una cagnolona rimasta sola dopo la morte tra le onde del suo umano. La foto, divenuta virale, ha fatto il giro del web facendole trovare un nuovo amico...


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In mostra a Milano l’omaggio del Gruppo Max Mara ai gatti, simbolo della collezione Weekend

(25/02/2017)

chatmise_CopiaIn occasione della settimana della moda a Milano, il Gruppo MaxMara tra i tanti eventi, ha dato vita al progetto ispirato ai gatti “Chatmise” in mostra presso lo showroom di Weekend Max Mara, in piazza Liberty 4, dalle 10 alle 19 dove fino a domani, domenica, sarà possibile ammirare questo...


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Canili lager: venti cani da caccia in 50 metri quadri a Campobasso, cani con orecchie amputate e precarie condizioni igieniche nel bresciano

(25/02/2017)

canile_320x200Venti cani da caccia tenuti in una struttura fatiscente, costruita con materiali di fortuna e priva dei piu' elementari requisiti igienico-sanitari. L'hanno scoperta gli uomini della stazione Carabinieri Forestali di Termoli (Campobasso) in contrada Solagne, periferia di San Giacomo degli...


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"Visoni liberi", Rosita Celentano al fianco di Essere Animali nella battaglia contro l’orrore degli allevamenti (video)

(24/02/2017)

visone_CopiaIl Team investigativo di Essere Animali ha lavorato mesi per portare alla luce ancora una volta la realtà degli allevamenti di visoni in Italia. Dopo quattro anni dalla pubblicazione dalla prima investigazione sono state trovate le stesse condizioni di sofferenza, raccolte nel nuovo video “


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PostHeaderIcon “Animali in città”, indagine Legambiente: Comuni e Asl sostengono una spesa di oltre 245 mln

cabe-e-gatto-700x390_320x200Per le politiche relative agli animali d'affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con  animali padronali e selvatici, le amministrazioni comunali e aziende sanitarie locali nel 2015 hanno speso pi˘ di 245 milioni di euro. A tanto ammonta l'esborso dichiarato dalle amministrazioni comunali (144 milioni) e dalle aziende sanitarie locali (101 milioni) per la gestione degli animali (d'affezione e non) nelle nostre città.
Sicuramente troppo rispetto ai risultati raggiunti, se si considera che solo il 12% dei comuni e il 43% delle aziende sanitarie locali che hanno risposto al questionario inviato da Legambiente per stilare il suo rapporto 'Animali in città' ottengono la sufficienza. Troppo anche perchè buona parte dei costi (l'80% per i Comuni) è assorbita dai canili rifugio, strutture indispensabili secondo il modello attuale,ma fallimentari rispetto al benessere animale e alla prevenzione del  randagismo.
Al questionario inviato da Legambiente a tutte le amministrazioni comunali italiane e a tutte le aziende sanitarie locali (27 domande per i comuni, 20 per le Asl, raccolta dati online da aprile a ottobre 2016, su dati consuntivi del 2015) hanno fornito risposte complete 1.107 comuni e 80 Asl, per le quali Ë stata condotta l'analisi.
Rappresentano rispettivamente il 13,8% delle 8.018 amministrazioni comunali italiane (e sono responsabili per i servizi di 17.994.107 cittadini) e il 54,4% delle 147 aziende sanitarie locali (responsabile dei servizi per 4.983 tra comuni e/o circoscrizioni e 37.309.574 cittadini). La capitale non ha fornito risposta. Il 39,3% delle amministrazioni comunali ha dichiarato di aver attivato l'assessorato e/o l'ufficio dedicato al settore. Il 98,7% delle aziende sanitarie locali ha risposto di avere almeno il canile sanitario e/o l'ufficio di igiene urbana veterinaria (in tre casi anche l'ospedale veterinario).
In queste strutture le amministrazioni comunali dichiarano di impegnare complessivamente 705 persone (in media 0,6 unità a città) e le aziende sanitarie locali 594 persone (media 7,4 unità per azienda).
Teoricamente, dunque, più di un terzo dei comuni e la quasi totalità delle aziende sanitarie locali dovrebbe essere in grado di fornire risposte adeguate, ma non è così.
Solo 3 città (0,3% del campione) - Terni, Peschiera Borromeo (Mi) e Formigine (Mo) - totalizzano i punti necessari a raggiungere una performance ottima. Ventidue città (il 2% del campione) ottengono una  performance buona, 132 città (l'11,9% del campione) una performance sufficiente. Sono 35 le aziende sanitarie che raggiungono una performance sufficiente (il 43,75% delle 80 che hanno risposto), 13 le  Asl con una performance buona (16,25% del campione) e una sola (Napoli 1 Centro) con una performance ottima.
Per Antonino Morabito, responsabile Benessere animale di Legambiente, "occorre fornire al paese gli strumenti per gestire al meglio la convivenza sempre pi˘ stretta in ambito urbano tra i nostri animali e noi. Meglio di quanto sia stato fatto finora, perchè di fatto la situazione Ë drammaticamente disomogenea e carente su molti fronti, nonostante l'ingente spesa pubblica e il lavoro messo in campo dagli enti più virtuosi".
L'anagrafe canina (l'unica anagrafe obbligatoria ad oggi per gli animali in città) è lo strumento principale per conoscere le presenze dei cani padronali sul territorio. La media nazionale è di un cane registrato ogni 7,19 cittadini. Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto risultano le regioni più virtuose in quanto a registrazioni (con un cane ogni 4 abitanti circa). In fondo alla tabella, Puglia (un cane registrato ogni 10,86 abitanti), Sicilia (12,2) e Calabria (17,91).
Tra le aziende sanitarie, quelle che dichiarano di conoscere il numero complessivo dei cani iscritti all'anagrafe canina nel proprio territorio sono il 96,2% per una media di un cane ogni 6,98 cittadini.
I comuni dichiarano di spendere l'82,9% del bilancio destinato al settore per la gestione dei canili, circa 119.694.345,00 di euro della spesa stimata per il 2015.      
Dai dati forniti risultano 108 canili sanitari, 48 gattili sanitari, 173 canili rifugio, 75 oasi feline, 16.300 o 14.907  colonie feline (in due domande del medesimo questionario le risposte ricevute dalle amministrazioni comunali variano incomprensibilmente),1.246 aree urbane per cani, 244 pensioni per cani, 131 allevamenti di cani, 143 campi di educazione e addestramento cani.
Il 100% dei contesti urbani ha gatti liberi più o meno ''autorganizzati'' in colonie e solo il 22,22% dei comuni dichiara di monitorare le colonie feline presenti nel proprio territorio e da questi monitoraggi risulterebbero 14.907 colonie, con oltre 156.217 gatti e 42.810 cittadini impegnati.
Il randagismo rappresenta l'elemento principale di sofferenza e conflittualità per gli animali e il costo economico pi˘ significativo a carico della collettività. Secondo le amministrazioni comunali e le Asl, in media su 4 cani catturati, 3 hanno trovato nel 2015 una felice soluzione. Ma l'indagine restituisce situazioni locali molto diverse.
Secondo le risposte fornite dai comuni, le performance peggiori nel ricollocamento dei cani sono state ottenute in Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania.    
Il 48,87% dei comuni dichiara di avere un regolamento per la corretta detenzione degli animali in citt‡, mentre l'accesso ai locali pubblici e negli uffici Ë regolamentato in poco più di un comune su 9 (nell'11,38% dei casi). I comuni costieri che hanno regolamentato l'accesso alle spiagge sono ancora il 6%. Pochi, 5,24%, anche i comuni che hanno adottato un regolamento per facilitare cremazione, inumazione e tumulazione dei nostri amici a quattro zampe.
Arrivo e sosta di spettacoli con animali sono regolamentati nel 9,03%  dei comuni. Botti e fuochi d'artificio nell'11,56%. Poco più di un  comune su 15 ha adottato (6,59% dei casi) ha adottato un regolamento contro l'uso di esche e bocconi avvelenati, che si sta prepotentemente affacciando dalla campagna in città.
Anche rispetto agli spazi aperti dedicati agli animali d'affezione (le cosiddette ''aree per cani''), i dati restituiscono una realtà assai differenziata. Stando ai comuni che hanno risposto positivamente (16,17%) risultano 1.246 aree, in media uno spazio dedicato ogni 8.789 cittadini residenti, distribuito ogni 10,5 chilometri quadrati.    
Infine, secondo un sondaggio d'opinione, condotto online dal 25 ottobre al 23 novembre 2016, che misura il grado di soddisfazione dei cittadini, circa la metà del campione ritiene  insufficiente o mediocre il livello dell'offerta sui vari fronti presi in considerazione. La nota più dolente è l'azione di controllo e vigilanza della Polizia municipale su maltrattamenti animali o mancata raccolta degli escrementi, ritenuta insufficiente o mediocre da più di otto cittadini su dieci.
Il giudizio migliore quello che gli italiani attribuiscono all'impegno personale: poco più di un cittadino su dieci ritiene insufficiente o mediocre il proprio impegno in tema di animali. Cinque cittadini su dieci ritengono, però, insufficiente o mediocre l'interesse verso gli animali dei loro concittadini e sei cittadini su dieci ritengono insufficiente o mediocre l'impegno del proprio sindaco in tema di tutela degli animali.
Sette cittadini su dieci hanno una percezione insufficiente o mediocre del numero, della pulizia e della fruibilità delle aree verdi. Oltre cinque cittadini su dieci hanno una percezione insufficiente o mediocre dell'offerta di locali pubblici in cui Ë possibile accedere con il proprio cane. Quasi cinque cittadini su dieci ritiene  insufficiente o mediocre il servizio offerto dalle aziende sanitarie locali su cani o gatti vaganti.

 

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