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Lorenzo Live 2018 all’asta i 13 lampadari creati da Jovanotti. 13 associazioni beneficeranno dalla vendita .Due saranno destinati agli animali,

(23/05/2018)

Lorenzo-Jovanotti-5_CopiaE’ partita lunedì 21 maggio l’asta per i 13 lampadari che ogni sera illuminano il grande Salone delle feste di Lorenzo Live 2018, l’incredibile tour di Jovanotti che ha già entusiasmato 400.000 spettatori e che proprio lunedì festeggia all’Arena di Verona il traguardo della cinquantesima serata.
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Lupi e orsi. Le Regioni vogliono la licenza di uccidere. Parte le protesta Enpa al nuovo governo: questa è la vecchia politica, il nuovo rompa col passato

(23/05/2018)

IMG_0656-660x400_CopiaUn ricatto al governo e al presidente della Repubblica. L'Ente Nazionale Protezione Animali definisce così la condizione posta dalle amministrazioni regionali per approvare lo schema di DPR che, presentato all'esame della Conferenza Stato-Regioni del 10 maggio, modifica recante l'art. 12 D.P.R....


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Pappagallo bussa alla finestra, accolto in casa e sfamato viene poi affidato all’ENPA di Milano

(23/05/2018)

paptestarossa_CopiaUn pappagallo amazzone fronte rossa ha bussato alla finestra di un balcone del secondo piano di viale Sestini, sperando, evidentemente, che qualcuno gli aprisse. E così è stato. Il proprietario di casa, che era insieme con suo figlio, sentito il ticchettio sul vetro della finestra lo ha fatto...


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Allarme meduse, decuplicate in 10 anni lungo coste italiane. Con Suez e cambi clima presenti anche pericolose specie tropicali

(23/05/2018)

meduse-ricette_CopiaE' invasione di meduse nei nostri mari. "Negli ultimi 10 anni gli avvistamenti di questi organismi gelatinosi lungo le coste sono aumentati addirittura di dieci volte", afferma Angela Santucci, biologa marina ricercatrice dell'Istituto di Scienze Marine del Cnr di Lesina (Foggia).
Misteriose,...


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Nella “Giornata Mondiale della Biodiversità”, la Svizzera incoraggia a creare nel giardino di casa uno spazio più naturale possibile per piante e animali

(23/05/2018)

biodiversit_CopiaLucertole, farfalle o api: l'esistenza di numerose specie animali e vegetali è in pericolo in Svizzera come in tutto il mondo. Tutti noi possiamo anche a casa nostra contribuire a promuovere la biodiversità nei nostri giardini.
In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, che compie...


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Isolato nei gatti virus simile a epatite B, nessun rischio per l’uomo. Scoperta basilare per la ricerca veterinaria e non solo

(22/05/2018)

viaaggio_CopiaScienziati australiani hanno individuato un virus finora sconosciuto che colpisce i gatti e causa una malattia dei felini della stessa famiglia cui appartiene l'epatite B negli esseri umani. La scoperta, pubblicata sulla rivista Viruses, e' dovuta a ricercatori dell'Universita' di Sydney, che...


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PostHeaderIcon Rapporto Assalco è boom di pet nelle case degli italiani. Enpa: la sola a non accorgersene è la politica. Al governo che verrà chiediamo un cambio di passo

agriturismo_CopiaLa ventunesima edizione del rapporto Assalco, diffusa oggi, conferma il grande amore degli italiani per i pet. Un dato su cui riflettere sono quei 58 Disegni di legge presentati nelle aule parlamentari, in materia di diritti e di tutela animali, e mai approvati. Come nel caso, giusto per citarne uno, di quello relativo alla possibilità per i vet di prescrivere farmaci generici a cani, gatti & Co. in luogo dei costosissimi farmaci ad esclusivo uso veterinario.
Insomma, in Italia è boom di animali d’affezione ma gli unici a non  essersene accorti, come dimostrano i dati Assalco, sono proprio i nostri rappresentanti politici. Ai quali da anni l’Ente Nazionale Protezione Animali chiede l’introduzione di misure di favore per i quattro zampe – a partire dall’Iva agevolata per il pet food e le prestazioni veterinarie – anche in considerazione della crescente importanza sociale che essi stanno assumendo, basti pensare alla pet therapy o al supporto affettivo dato a tantissimi anziani.
Oggi un cambio di passo nelle politiche “animal friendly” non è più rinviabile. «Per questo – dichiara Enpa – al governo che verrà chiediamo una forte discontinuità. D’altro canto proprio i temi animalisti, sia per gli animali d’affezione che per i selvatici, potrebbero essere uno dei principali banchi di prova dell’effettiva volontà di cambiamento delle forze politiche».

Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Maggio 2018 09:57)

 

PostHeaderIcon "Orsi e lupi in aumento, il ruolo delle aree". Crescita favorita dalle reintroduzioni e dalla tutela

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Orsi e lupi in aumento in Italia. In alcuni casi, grazie agli sforzi di reintroduzione messi in atto dalle istituzioni, come nel caso dell''orso nel Parco dell''Adamello Brenta, in altri (è il caso del lupo) di dinamiche naturali della specie, favorita dalla protezione accordata in Italia e in Europa dopo il 1977 e dall''aumento delle risorse alimentari.
E' così che "alcuni grandi carnivori sono aumentati di numero negli ultimi anni estendendosi a zone dalle quali erano quasi scomparsi. Penso agli orsi nelle Alpi orientali o ai lupi nelle regioni appenniniche", spiega il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri in occasione del seminario ''''La presenza dei grandi carnivori: opportunità e criticità'''', oggi a Pescasseroli, presso la sede del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise, organizzato da Federparchi in vista del Congresso di ottobre a Roma.  "Se gli orsi, sia nelle Alpi che in Abruzzo, sopravvivono ancora con piccole popolazioni (in tutto circa cento esemplari) si deve al fatto che esistono parchi e riserve - aggiunge Sammuri - che ormai da quasi un secolo sono impegnati in un grande sforzo di tutela. Presidenti, direttori, tecnici, ricercatori, veterinari, guardaparco, carabinieri forestali, contribuiscono a questo risultato".
Diverso il discorso sul lupo. L''enorme espansione degli ungulati selvatici (cinghiali, cervi, daini, caprioli, cioè le prede naturali del lupo), ne ha favorito la sopravvivenza e quindi l''incremento numerico. In Italia oggi i lupi sono da 5 a 10 volte più numerosi rispetto alla metà degli anni ''70 del secolo scorso e questo ha determinato anche la ricolonizzazione di territori dai quali era scomparso da oltre un secolo.
Proprio nelle zone di nuova espansione si registra il maggior conflitto con le attività umane, in particolare con gli allevamenti di animali. "Se la Ue e l''Italia decidono di tutelare il lupo, allo stesso modo devono tutelare chi ne riceve danni - dice Sammuri - Del resto se si indennizzano i danni prodotti dai cinghiali, specie di nessun interesse per la conservazione e che, anzi, va limitata perché troppo abbondante in alcune aree, non si capisce perché non si debba fare altrettanto (e con decisione) per i danni prodotti dai lupi". 
C''è poi il nodo degli ibridi e dei cani inselvatichiti omal custoditi; anche questi protagonisti di molti danni alle attività economiche. "Un controllo efficace dei cani e la rimozione degli ibridi diminuisce i danni e favorisce il mantenimento della purezza genetica del lupo'''', conclude Sammuri.Ricostituire popolazioni stabili di grandi carnivori, a partire dal lupo e dell''orso, smantellare vecchi allarmismi, sviluppare adeguate azioni di gestione delle specie garantendo la tranquillità dei cittadini e la convivenza con gli operatori economici a partire dagli allevatori: sono i temi del seminario di oggi. "Un''occasione importante per confrontarci con le altre esperienze italiane sulla conservazione di orso e lupo, due specie da sempre presenti nel Parco Nazionale d''Abruzzo Lazio e Molise", commenta Antonio Carrara, presidente del Parco Nazionale di Lazio Abruzzo e Molise.
Il lungo lavoro svolto dal Parco in quasi un secolo di vita ha consentito alle due specie di conservarsi e, nel caso del lupo, di ricolonizzare non solo l''Appenino ma, negli ultimi anni, anche le Alpi. Più complesso il lavoro di conservazione dell''orso, che vive in aree limitate del Paese. "La conservazione dell''orso bruno marsicano -sottolinea Carrara - fa parte del nostro lavoro quotidiano ma deve essere un obiettivo condiviso il più largamente possibile, dagli altriParchi come dalle altre istituzioni e dalle associazioni che a vario titolo sono chiamate in causa dalla presenza dell''orso e dalla sua auspicabile espansione''''.

(Mst/AdnKronos)

Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Maggio 2018 09:53)

 

PostHeaderIcon Oggi Festa dell’Unione Europea, Enpa: dall’UE un forte contributo alla tutela di animali e ambiente, ma c’è ancora molto da fare. Le nostre richieste

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«Per celebrare la giornata dedicata all’Unione Europea serve una migliore applicazione delle normative comuni e servono nuovi obiettivi da raggiungere, non certo meno Europa. E’ ciò di cui, a più sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, hanno bisogno gli animali, la natura, i cittadini. Soprattutto oggi che il crescente populismo rischia di  mettere in pericolo, con una deregulation nazionalistica, la regole comuni di tutela ambientale. Tuttavia, anche in un momento così delicato, su questo versante giungono, proprio dall’Europa, segnali incoraggianti. Quali, ad esempio, il bando sui tre pesticidi neonicotinoidi sche, seppur ancora insufficiente, rappresenta comunque un passo avanti nella tutela delle api. Positiva è anche la risoluzione, approvata a larghissima maggioranza, con cui il Parlamento Europeo ha chiesto il bando, in tutto il mondo, dei test condotti sugli animali per i cosmetici». Lo dichiara Annamaria Procacci, consigliera nazionale di Enpa.
Ma per rendere l’Unione Europa realmente  animal friendly molto resta ancora da fare, a partire dal divieto di uccidere i randagi e dalla creazione di un’anagrafe europea degli animali d’affezione. Così come è necessario puntare con forza sulla ricerca scientifica senza animali. «All’Europa – prosegue Procacci – chiediamo che venga adottato un regime di totale protezione,  equindi l’esclusione dalla caccia, di tutte le specie di uccelli selvatici in crisi, classificati cioè come Spec1, Spec2, Spec3».
Anche per l’Italia, l’Europa ha rappresentato uno stimolo al progresso. E se oggi siamo tutti più sensibili e attenti alla tutela dell’ambiente e degli animali, il merito – in fondo - è pure di Bruxelles. Per questo, è fondamentale voltare pagina rispetto all’esperienza politica recente, la peggiore che il Paese abbia vissuto sotto l’aspetto ambientale: dall’assalto alla normativa sui parchi, ai tentativi di introdurre l’uccisione dei lupi, al testo unico sulle foreste.  Una controriforma culturale – questa – che ci ha riportato al periodo in cui la natura era considerata alla stregua di merce da sfruttare e non un patrimonio condiviso che ogni Stato deve proteggere.
Eppure in questi sessant’anni, l’Europa e con essa l’Italia, ha compiuto un lungo cammino, scandito da direttive e regolamenti fondamentali, quali le due “direttive madri”, quella sulla conservazione degli Uccelli selvatici (la 409/1979, novellata nel 2009) e la numero 43/1992, nota come direttiva Habitat.
La celebre “direttiva Uccelli”, ha posto come misura inderogabile l’obbligo di mantenere in uno stato soddisfacente di conservazione le popolazioni di avifauna, ha vietato l’uccellagione, ha posto un freno al bracconaggio, ha escluso tutta una serie di specie dall’attività venatoria. Soprattutto, ha vietato gli spari nelle fasi biologiche fondamentali della migrazione prenuziale, della nidificazione, della dipendenza dei piccoli dai genitori. Ma una tappa essenziale per il mantenimento della biodiversità è anche stata quella segnata dalla direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, con il regime di tutela che essa assegna a ecosistemi e territori fondamentali per la sopravvivenza di tanti esseri viventi.
Su questi due pilastri si è poi sviluppato un ampio corpo di norme ”protezioniste” che ha toccato il suo momento più alto con il riconoscimento agli animali dello status di esseri senzienti avvenuto con il Trattato di Lisbona del 2007.

 

 

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