Troppo spesso, tra l’indifferenza generale, gli animali subiscono maltrattamenti per l’insensibilità degli uomini. Basterebbe essere sempre coscienti che ogni bestiola è un essere senziente per proteggerla dalla sofferenza fisica e morale. Cani tenuti tutta la vita a catena, cuccioli ancora non svezzati separati dalla madre, animali trattati come semplice merce nelle fiere o maltrattati nelle feste di paese. Per dire basta a tutto questo, la Provincia di Reggio Emilia, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, ha emesso un nuovo “regolamento di tutela del benessere animale”.
Il documento ha come obiettivo la protezione di tutti gli animali da compagnia, non solo cani e gatti, da comportamenti crudeli, da maltrattamenti e dall’abbandono.
Viene ribadito il divieto di sopprimere cucciolate indesiderate, si fa obbbligo di garantire ai propri animali quelle cure che garantiscano loro un’esistenza confortevole e compatibile con le caratteristiche della specie come vietare il “contatto fisico o visivo tra animali tra loro incompatibili o che per loro natura vivono solitari”.
Il regolamento, nella parte relativa agli animali domestici, dedica anche una sezione ai furetti, ai conigli e una agli animali acquatici, agli anfibi e ai rettili.  Per chi contravverrà alle direttive e ai divieti contenuti nel regolamanto sono previste multe dai 25 ai 500 euro.
A presentare l’iniziativa della Provincia l’Assessore al benessere animale Roberta Rivi: “Ai Comuni mettiamo a disposizione uno strumento per l’attuazione di norme sul benessere degli animali in modo omogeneo, ai cittadini offriamo invece uno strumento per conoscere diritti e doveri in un rapporto di civile convivenza con gli animali”. Ogni singolo comune della provincia avrà la responsabilità di far rispettare il regolamento in sinergia con la Polizia Municipale affiancata dal servizio veterinario, le guardie zoofile volontarie e le guardie ecologiche volontarie.
Sono state inserite norme di tutela anche per gli animali destinati al consumo alimentare. Sarà vietato conservare o esporre prodotti della pesca vivi se non in vasche munite di un impianto di ossigenazione e depurazione dell’acqua. Altro divieto quello di tenere legate le chele ai crostacei, “fatta salva la fase di commercializzazione”.
Nel concludere la presentazione, l’assessore Rivi ha ricordato che “La disaffezione nei confronti degli animali, spesso purtroppo testimoniata da episodi riprovevoli anche nella nostra provincia, è sintomo di inciviltà, quindi è in primo luogo un problema etico, ma ha anche un costo per le casse pubbliche: in un momento di ristrettezze come l’attuale richiede, un motivo in più per dedicare attenzione a queste tematiche”.

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