In anteprima esclusiva per l’Italia, si potranno ammirare tutte le cento immagini premiate al più prestigioso concorso al mondo dedicato alla fotografia naturalistica (nell’ultima edizione 2012) organizzato dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine.
Il premio, che si tiene ogni anno dal 1964, è senz’altro il più prestigioso al mondo nel suo genere, e in questa edizione ha visto la partecipazione di oltre 48.000 concorrenti provenienti da 98 paesi. In ognuna delle categorie, sono stati selezionati i vincitori da una giuria di stimati esperti e fotografi naturalisti. Il premio più ambito, il Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year, è stato assegnato al fotografo canadese Paul Nicklen per la sua fotografia Bubble-jetting emperor, un’immagine spettacolare di pinguini imperatori, nel loro caotico mondo sottomarino, scattata nel Mar di Ross, in Antartide.
Il Veolia Environnement Young Wildlife Photographer è stato vinto dall’inglese Owen Hearn, con Flight paths nella categoria 11-14 anni. La foto ha come protagonista una splendente aquila e sullo sfondo, in lontananza, un aeroplano. La foto è stata scattata nel luogo originariamente scelto per il terzo aeroporto di Londra, nel 1960, quando le aquile rischiavano l’estinzione. L’opposizione alla costruzione dell’aeroporto e la reintroduzione delle aquile, ha fatto sì che oggi questi uccelli possano volare ancora.
Tra i fotografi italiani che hanno partecipato al prestigioso concorso, ci sono state due menzioni speciali: Fortunato Gatto con la foto Celebration of a grey day, ha ricevuto una menzione nella categoria Wildscapes. Si tratta di un paesaggio che ritrae la Laig Bay, in un’isola della Scozia nord-occidentale. L’altro italiano che ha ricevuto una menzione, questa volta nella categoria Creative Visions è Hugo Wassermann con la foto Positioning, che immortala un’upupa su un tronco, nella nebbia.
In mostra anche una selezione delle migliori immagini realizzate dai partecipanti all’edizione 2012 del master fotografico promosso dall’Associazione Forte di Bard.

Foto: Natural History Museum and BBC Worldwide