Tre persone sono morte in un solo giorno durante i festeggiamenti del bous al carrer (tori per strada) tenuti in tre paesi della Comunità Valenciana, a causa delle ferite causate dal corno del toro. Inoltre, il 3 luglio, durante i festeggiamenti di Puçol, un minore di 14 anni è stato gravemente ferito, anche se il bambino è guarito. L’età minima per poter accedere ai luoghi delle feste è di 16 anni, motivo per cui il ministero della Giustizia ha aperto una pratica.Bous al carrer en Valencia y Castellón | Peñas taurinas de 27 municipios  valencianos piden la vuelta de los bous al carrer en octubre | Las  Provincias
Il bous al carrer è una festa molto popolare nella Comunità Valenciana, che si svolge nelle strade dei paesi, in un circuito urbano delimitato da barriere in cui il bestiame viene rilasciato, condotto, corrida o rifilato senza che vi sia una corrida.
L’ultimo deceduto tra i partecipanti alla festa nella Comunità Valenciana è stato segnalato questo mercoledì. Si tratta di un residente di Albacete che ha subito “un brutale attacco”, secondo i testimoni, durante la celebrazione delle corride in onore di San Cristóbal Mártir, e non è riuscito a riprendersi.
Martedì scorso è stata denunciata la morte di un altro uomo dopo essere stato catturato durante i festeggiamenti del bous al carrer a Meliana.
Sempre martedì è stata annunciata la morte di un cittadino francese in occasione dei festeggiamenti della città di Alicante a Pedreguer. L’uomo dopo l’aggressione è morto dopo aver trascorso nove giorni ricoverato all’ospedale di Denia (Alicante).
L’organizzazione e la sicurezza dei festeggiamenti sono di competenza dei circoli corride dei comuni e dei municipi. Il Ministero della Giustizia e dell’Interno della Generalitat concede'Bous al carrer', entre la cultura y la tortura | Comunidad Valenciana | EL  PAÍS l’autorizzazione ai festeggiamenti. Fonti del dipartimento segnalano di aver recentemente inviato una circolare ai comuni ribadendo norme ei divieti.
Dal partito animalista la richiesta di verificare eventuali responsabilità sia degli organizzatori degli eventi che dei rispettivi comuni e se sia giusto continuare ad “autorizzare la festa e mettere in pericolo la vita dei cittadini e infliggere abusi agli animali”.

 

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