Numerose segnalazioni in rete, provenienti da privati e associazioni, hanno portato i Carabinieri a identificare 4 inqualificabili esseri che a Sangineto hanno compiuto un’azione vile e ignobile contro un povero cane randagio. La bestiola, dopo essere stata impiccata e uccisa a colpi di mazza ferrata, , sarebbe poi stata abbandonata a terra martoriata e senza vita. Non contenti, gli autori di questo agghiacciante atto criminale avrebbero poi pubblicato il video della mattanza su Facebook, da cui sarebbe poi partita l’attività investigativa.
Il video postato su un social network mostrerebbe alcuni giovani che, all’interno di un’area boschiva, dopo aver impiccato un cane randagio di grossa taglia, lo colpivano ripetutamente alla testa con una mazza ferrata. Le motivazioni del gesto – secondo quanto si apprende ancora dalla nota – sarebbero verosimilmente riconducibili alla volonta’ dei giovani di punire il cane randagio ritenuto responsabile della morte di due capre.
Alcuni rituali di crudeltà sono fenomeni vergognosi che troppo spesso trovano alloggio proprio tra chi vive a contatto congli animali. Un caso analogo è avvenuto nel luglio di due anni fa in Valcamonica.  Un cane nero e marrore di media taglia è stato preso a bastonate, lapidato e finito, dopo un’agonia durata più di venti minuti, con una pietra, sotto gli occhi di un ragazzino, Un’esecuzione compiuta da tre allevatori con un rituale raccapricciante e crudele aggravato dal fatto che la povera bestiola sarebbe appartenuta ad uno dei killer.
Nel farsi portavoce delle richieste dei cittadini, l’Enpa auspica che il Sindaco di Cittadella del Capo (Cosenza), il Comune dove è avvenuto il fatto, dia un esempio e si costituisca parte civile. L’associazione chiede sin da ora che in caso di rinvio a giudizio e di successivo processo, gli imputati vengano puniti con il massimo della pena, senza il riconoscimento di alcun beneficio di legge.   

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