I 16 pulcini di ibis eremita che avrebbero dovuto imparare la migrazione seguendo in volo l’italiana Rachele sono rimasti “orfani” della loro “madre umana” proprio alla vigilia dei primi voli insieme. La giovane ornitologa ha improvvisamente abbandonato il progetto sconvolgendo tutti i piani del team di ricerca. Per i “suoi” pulcini pero’ e’ gia’ scattato un “piano B”. La notizia arriva dal Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona), partner italiano del progetto “LIFE+ Reason for Hope” promosso dal Waldrappteam.
La ricercatrice e’ stata la prima italiana a entrare nella squadra di “genitori adottivi” di ibis eremita che vengono addestrati dall’uomo alla migrazione con l’obiettivo di riportare in Europa una specie estinta da quattro secoli. La “brutta” notizia per i 16 pulcini come se non bastasse e’ doppia.
Sono diventati “orfani” nel giro di un mese non solo di Rachele, ma anche di Milena, l’altra ricercatrice partner che aveva partecipato all'”imprinting”, il processo-chiave col quale gli uccelli imparano a fidarsi dell’uomo e a seguirlo in volo. Entrambe hanno lasciato il progetto “per motivi personali”.
Per la nidiata di pulcini che allevavano si apre una fase inedita. “Con loro si cerchera’ di fare una cosa nuova”, spiega all’ANSA Caterina Spiezio, capo del dipartimento di ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Si tentera’ di sfruttare la socialita’ di questi animali” per insegnar loro la migrazione al seguito di un altro gruppo di giovani ibis guidato dalle sue “mamme” adottive, Anne e Corinna, anche se l’imprinting con l’uomo e’ stato vanificato dall’abbandono di Rachele e Milena.
Anne e Corinna gia’ assistono i 32 uccelli e domani sara’ tentato il primo volo libero in ultraleggero con gli uccelli. Nelle prossime settimane si sapra’ se tutti gli esemplari saranno pronti ad essere allenati per la vera partenza di meta’ agosto.

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