In un’estate in cui le segnalazioni di animali abbandonati tornano a moltiplicarsi, arriva da Parma una storia diversa. Una storia che merita di essere raccontata, perché va controcorrente. Mary, cittadina di origine polacca, ha deciso di rientrare nel suo Paese d’origine. Ma non lascerà indietro nessuno: con sé porterà anche i suoi sei gatti, adottati nel tempo e cresciuti con cura e affetto. 
“Ho sei gatti e mi devo trasferire”, è l’inizio di tante telefonate che le Guardie Zoofile dell’Enpa di Parma ricevono ogni anno. Ma stavolta il finale cambia. Mary non cerca a chi lasciarli. Cerca informazioni sui passaporti per portarli con sé in Polonia.
Alla richiesta conferma subito, con tono deciso: “Certo che li porto tutti, sono miei”. Un’ovvietà, per chi considera gli animali parte della famiglia. Un’eccezione, purtroppo, in un contesto dove la “rinuncia di proprietà” viene spesso usata come via legale per l’abbandono.
Tutto in regola: microchip, vaccini, passaporti
Per aiutare Mary a gestire il trasferimento con i suoi animali, l’Enpa di Parma ha attivato una rete di supporto. La dottoressa Francesca Galvani, veterinaria di fiducia dell’associazione, si è recata a domicilio per l’applicazione dei microchip e la vaccinazione antirabbica, obbligatoria per l’espatrio. Mary ha sostenuto tutte le spese, ottenendo solo un piccolo sconto.
“Se scegli di avere animali, te ne devi occupare per tutta la loro vita”, ha detto, senza esitazioni.
Ultima tappa presso l’AUSL Veterinaria, per il rilascio dei passaporti europei per animali da compagnia. Ad
accompagnarla anche i volontari dell’Enpa, felici di incontrare una persona che ha fatto della coerenza e della responsabilità una scelta quotidiana.
Dai trasportini escono, uno dopo l’altro, Denny, Guccio, Picci, Silvestro, Stellina e Cappuccetta. Mary li prende in braccio con dolcezza e racconta la storia di ognuno. I gatti si affidano a lei con naturalezza, tranquilli anche in un ambiente sconosciuto.
Un esempio contro le scuse dell’abbandono
“Ti citeremo ogni volta che qualcuno ci racconterà le solite scuse per abbandonare un animale”, scrive l’Enpa di Parma in un post dedicato alla vicenda.
Un ringraziamento, ma anche un messaggio chiaro: l’abbandono è un reato, e la rinuncia di proprietà non è altro che un abbandono legalizzato, spesso mascherato da “gravi motivi” che nella maggior parte dei casi non sono né gravi né reali.
La storia di Mary dimostra che, con organizzazione e volontà, nessuna distanza è troppo grande quando si tratta di proteggere chi ci è fedele ogni giorno.
Categorie: Gatti, Storie del cuore
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