“Il Jova Beach Party ha provocato un considerevole impatto su piante e animali delle spiagge, riproponendo a larga scala il tema dell’uso scorretto di ambienti naturali o semi-naturali per la realizzazione di grandi eventi. I danni sono immediati, come lo “sbancamento delle dune” – per usare le stesse parole usate dagli organizzatori – con la distruzione diJova Beach Party, il sindaco di Roccella: "Questa è il vero volto della  nostra terra" specie botaniche tutelate dalle norme europee e italiane per far posto all’area del concerto e la completa alterazione di siti di nidificazione di rare specie di uccelli, come il fratino. A questi si affiancano quelli a lungo termine: gli habitat danneggiati, rifugio e casa per decine di specie animali, anche a rischio di estinzione, impiegheranno molti anni per rigenerarsi”. Da qui – riporta Adnkronos – la nascita del Coordinamento nazionale per la tutela degli ambienti naturali dai grandi eventi. “Iniziative di di questa portata – viene spiegato in un primo documento del Coordinamento – non impattano solo sugli ecosistemi naturali, ma generano ripercussioni negative anche da un punto di vista sociale, economico e culturale, laddove l’enorme spesa pubblica per finanziare mega eventi privati, che garantiscono guadagni milionari per i soli organizzatori, apre la strada all’idea predatrice secondo cui gli ambienti naturali e i territori siano considerati alla stregua di decorativi fondali e debbano lasciare lo spazio alle attività antropiche sempre e comunque, anche a rischio di perdereGUIDA ALL'AMBIENTE COSTIERO definitivamente il patrimonio naturale presente”. “E’ dunque necessario – si rimarca – che le lotte ecologiste a difesa a difesa della biodiversità e del paesaggio, si organizzino in una vertenza permanente per impedire il ripetersi di grandi eventi nei luoghi con valenza ambientale, anche solo potenziale, costruendo una battaglia unitaria a difesa dei beni comuni. Esiste una rete embrionale di associazioni nazionali, comitati territoriali e singoli cittadini che sui territori sono intervenuti – anche assieme a ricercatori che svolgono studi scientifici – a difesa dell’ambiente. Abbiamo condiviso esperienze, confrontando la massiccia documentazione a nostra disposizione. Alcune azioni hanno già portato a risultati concreti e tangibili, facendo saltare alcune tappe del Jova Beach Party e ottenendo la protezione di habitat rari”.

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