Di Bak avevamo parlato lo scorso ottobre per denunciare l’ingratitudine umana verso questo cane  eroe che nella sua carriera di cane antimine e colonnello dell’Esercito non si è mai risparmiato e ha salvato tante vite umane ma ora che era lui ad aver bisogno d’aiuto l’esercito lo aveva affidato al Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell’Università di Teramo perché fosse curato dal mieloma degenerativo da cui era affetto. A Bak restava poco da vivere e più dei farmaci per lui era necessario qualcuno che lo circondasse d’amore, quell’amore che ha trovato in Sonia, guardia Zoofila della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che sul proprio sito ha pobblicato un toccante ricordo di Bak.
Non mancano esempi stupefacenti di animali che salvano la nostra vita, rischiando sovente la propria, e Bak è uno di loro. Arruolato nell’esercito come cane antimine e mandato in missione in Afghanistan ha compiuto con onore il suo dovere, e il suo impareggiabile fiuto nello scovare ordigni nascosti ha permesso di salvare tante e tante vite umane. Oggi Bak ci ha lasciati, ma il suo sguardo intriso di dolcezza e di voglia di vivere non lo dimenticheremo mai.
Per questo valoroso veterano, con un curriculum che pochi uomini hanno, la vita non è stata generosa, e gli uomini ancor meno. A Bak, infatti, anni fa fu diagnosticata una stenosi lombo-sacrale degenerativa e i suoi “superiori” militari umani, decisero di ricoverarlo, forse pensando di fare il suo bene, in una clinica universitaria dove non fu curato ma abbandonato a se stesso. Collocato in un box angusto nessuno si occupava di lui, a parte gli inservienti che seguendo la routine provvedevano a fornirgli acqua e cibo. Per il resto Bak era diventato un essere invisibile rassegnato al suo dolore, il cui stato giorno dopo giorno peggiorava inevitabilmente fino alla paralisi degli arti posteriori e dunque alla formazione di profonde piaghe sulle zampe.
Solo il destino o meglio la diligenza e l’amore per gli animali di Sonia Amendola, Caponucleo delle Guardie Zoofile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Teramo hanno fatto sì che il futuro di Bak subisse una svolta decisiva. Superando tante difficoltà e altrettanti ostacoli, Sonia riuscì a donare una nuova vita a questa creatura, regalandogli una casa e l’amore di una persona stupenda, Antonietta, cittadina pescarese che lo ha adottato e amato fino al suo ultimo respiro.
Ma Bak purtroppo è solo uno dei tanti eroi non umani dimenticati. Loro hanno un cuore che si batte per noi, sempre. Dalle spiagge alle montagne, i cani offrono ogni giorno il proprio contributo e il loro valore alla relazione uomo-animale, nei progetti rivolti al sociale come la pet-therapy, nella ricerca di persone scomparse, affiancando le forze dell’ordine e il volontariato sociale. Insomma, se a volte i proverbi sono ormai quasi solo dei luoghi comuni, quello che dice che “il cane è il migliore amico dell’uomo” rimarrà per sempre pieno di significato.”

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