Il gatto domestico è stato incluso, insieme alla zanzara tigre, nella lista delle cento specie più invasive e del pianeta (100 of the World’s Worst Invasive Alien Species – A selection from the Global Invasive Species Database)   L’elenco è redatto dagli esperti del The Invasive Species Specialist Group dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), la più autorevole istituzione scientifica in tema di biodiversità. L’inclusione dei nostri adorati gatti in questo elenco di “invasori e devastatori” è frutto dell’analisi di numerosi studi, i cui dati mostravano incontrovertibilmente le responsabilità dei mici. In Australia poi si era scatenata una vera campagna di demonizzazione di questi piccoli felini tanto amati. Il Governo  ha concordato infatti un piano nazionale per coordinare ed espandere le misure contro i gatti tornati, che “stanno spingendo sull’orlo dell’estinzione molte specie native”.
Ora proprio dall’Australia un recente studio sembrerebbe mettere in dubbioL'amicizia possibile tra un gatto e l'uccellino - La Stampa la granitica condanna verso i gatti, meno verso i cani, evidenziando che sono altri i fattori di rischio per la fauna selvatica.  I risultati dello studio sono molto interessanti: in entrambi i casi la maggior parte delle prede erano mammiferi e, di questi, quelli predati da cani e gatti, l’88% e il 97% dei casi rispettivamente, erano topi, ratti e conigli, tutte specie introdotte recentemente in Australia e considerate nocive. I cani però erano molto più inclini dei felini nel predare specie native, 62% contro 47%.
I risultati sono quindi in disaccordo con diversi studi precedenti, che ritenevano  negativa la presenza dei felini domestici sulle popolazioni native di uccelli e mammiferi.
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