Gli orsi dell’Estremo Oriente russo non riescono ad andare in letargo a causa delle temperature anormalmente elevate di novembre. Si vedono molti esemplari di quest’animale, simbolo della forza
e del potere russo, vagare nel pressi delle loro tane invernali in uno “stato di mezzo sonno”, ha detto l’Autorità per la conservazione della fauna selvatica della regione dell’Amur. Basti pensare che nelle aree meridionali della Siberia centrale e occidentale sono state rilevate temperature fino a 20°C accompagnate da venti con una forza di uragano senza precedenti, mai visti in quasi mezzo secolo.
Mentre molti orsi hanno già accumulato il grasso necessario per il loro lungo sonno stagionale, la temperatura dell’aria “indebitamente” elevata impedisce loro di entrare in letargo, hanno osservato gli specialisti.
“Tuttavia, le femmine con cuccioli non affrontano questo problema. Queste mamme pelose portavano i
loro morbidi cuccioli nelle loro tane rispettando rigorosamente il programma: alla fine di ottobre. E nessuna anomalia meteorologica li disturba”, ha detto l’autorità.
Gli orsi bruni, che popolano prevalentemente la zona della foresta boreale russa, si spingono sempre più verso la zona a settentrione della tundra, portando ad una diminuzione del numero di specie artiche come la volpe artica e l’orso polare, dicono gli scienziati.
Gli impatti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità della Russia includono habitat di specie che si spostano verso nord, con l’introduzione di flora e fauna più meridionali in molte regioni.
Fonte: themoscowtimes.com
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