Potremmo immaginare di essere nelle praterie nordamericane dove i pellerossa vivevano grazie alla presenza dei bisonti, bestioni alti oltre due metri e pesanti fino a una tonnellata. Ma non è così, siamo in Europa dove alcuni programmi di reintroduzione del bisonte europeo sta avendo un grande successo. In Europa questi animali si erano estinti nel 1919, ora ce ne sono novemila, discendenti da soli 12 esemplari che erano stati tenuti in cattività e che sono stati lentamente reintrodotti in natura.
Preziosa mandrie di quello che è stato il più grande animale selvatico terrestre sono tornate a pascolare nei parchi naturali d’Europa dalla  Spagna all’Ucraina. L’ultimo esemplare nato e cresciuto in natura fu ucciso circa novant’anni fa nel Caucaso, e da allora per quasi un secolo non si è più visto

Un tempo il bisonte europeo, che è un po’ più grosso del più famoso bisonte americano, si poteva avvistare facilmente dal Caucaso alla taiga scandinava, dalle pianure britanniche alle colline delle Ardenne, dai Vosgi tedeschi ai Carpazi. Contrariamente ai pellerossa che uccidevano solo i bisonti necessari per sopravvivere sia perché avevano rispetto di tutti gli animali sia perché sapevano che senza di loro sarebbero morti di fame e di freddo, gli europei, come i pionieri in America, ne fecero strage per la carne e vendere la loro pelle.

A partire dagli anni Cinquanta si cominciarono ad ottenere i primi successi: nel giro di qualche anno, una mandria selvatica di circa 100 esemplari fu reintrodotta nella foresta di Bia?owie?a, tra la Bielorussia e la Polonia, uno dei posti più selvaggi rimasti in Europa per diffondersi poi verso ovest fino alla penisola iberica.
In Spagna i bisonti selvatici, potrebbero aiutare a fermare gli incendi estivi
Secondo gli ambientalisti, i bisonti potrebbero aiutare la Spagna a limitare i grandi incendi estivi, ripulendo il sottobosco e limitando il rischio della diffusione del fuocoL’Est Europa rimane comunque la zona in cui la reintroduzione del bisonte europeo ha ottenuto i successi principali. Il crollo dell’Unione Sovietica ha portato, a partire dagli anni Novanta, uno spopolamento delle zone rurali, che ha favorito il proliferare dei bisonti. Ne sono stati avvistati anche a Chernobyl, nelle zone disabitate in seguito all’incidente nucleare del 1986, e che nel frattempo si sono riforestate e popolate di molti animali selvatici che hanno approfittato dell’assenza umana. La loro presenza ha provocato  proteste e in certi casi danni ingenti alle proprietà di chi in quelle zone abita ancora, in parte perché i bisonti sono animali imponenti e apparentemente minacciosi. In realtà, hanno spiegato i ricercatori, sono schivi con gli umani e non rappresentano un pericolo. In molti casi le mandrie più numerose stanno cominciando ad attrarre un turismo di appassionati di animali e natura, in zone che fino a un po’ di tempo fa erano poco o per niente frequentate, creando nuove opportunità di business.

Nel 2022 infatti verranno introdotti nel Kent tre femmine e un maschio di bisonti nella speranza che comincino a riprodursi naturalmente. Generalmente ogni femmina produce un piccolo all’anno.I bisonti verranno dalla Polonia e dai Paesi Bassi, entrambi posti dove sono stati reintrodotti con successo.
Il motivo del progetto non è solo per incentivare la diffusione della specie ma anche perché questi animali aiutano
a far crescere foreste di conifere. Si tratta di un anello mancante nell’equilibrio ecologico del paese.Anche l’ Italia con il parco Natura Viva, in provincia di Verona, aderisce al programma europeo di riproduzione e allevamento e  al momento ne ospita una coppia con la sua progenie.

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