La guerra contro l’ingordigia dei bracconieri che in Sudafrica non esitano ad uccidere per una zanna d’elefante o corno di rinoceronte potrebbe presto mettere in campo una nuova arma dissuasiva. I ricercatori dell’Università di Witwatersrand hanno avviato un approccio basato sull’energia nucleare per aiutare gli animali ad evitare i cacciatori di frodo. Nei corni dei rinoceronti verranno introdotte quantità innocue di isotopi radioattivi, in modo da renderli  più facilmente rilevabili quando si muovono nei Paesi africani in cui vivono. In questo modo vengono monitorati i loro spostamenti e si possono tenere sotto controllo i corni oggetto di contrabbando rilevabili nei porti di ingresso globali e meno desiderabili per gli acquirenti.
Ogni anno tra Africa e Asia i bracconieri uccidono centinaia di rinoceronti per ottenere i loro corni, che sono molto impiegati nella medicina tradizionale cinese per la credenza che possano curare malattie come il cancro o l’impotenza. Con questa nuova tecnica si spera di mettere un freno al bracconaggio di corni che sta mettendo a rischio la  sopravvivenza delle cinque specie di rinoceronte esistenti.

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