Autorevoli studi come quello quello condotto dalla britannica University of Lincoln dimostrano come le persone che portano con sé al lavoro il proprio cane o gatto, siano più serene e ben disposte verso l’ambiente lavorativo. Se questa è una pratica in uso in molti Paesi anglofoni, anche in Italia numerose aziende e amministrazioni sono sempre più pet friendly e stannoCani e gatti a lavoro con noi: ecco perché dovresti portarli consentendo ai propri lavoratori di portare con sé il cane in ufficio. Ma non dappertutto è così, perchè in Italia non esiste una normativa specifica che preveda né il diritto né tantomeno un divieto di portare sul luogo di lavoro il proprio cane. Di fatto, nella quasi totalità dei casi la scelta è lasciata alla volontà dei datori di lavoro o delle amministrazioni. Ciò vale con riguardo agli uffici destinati al solo personale interno ma anche con riferimento agli uffici nei quali ha accesso il pubblico.
Quando allora è possibile portare il cane in ufficio? Per fare chiarezza ci rifacciamo alle dichiarazioni dell’avv.Salvatore Cappai sul portale kodami.it
L’unica norma a livello nazionale che regolamenta l’accesso dei cani nei luoghi pubblici o aperti al pubblico è il regolamento di polizia veterinaria DPR n. 320 dell’8 febbraio del 1954, che impone «l’obbligo di idonea museruola  per  i  cani  non  condotti  al guinzaglio quando si trovano nelle vie o in  altro  luogo  aperto  al pubblico» e «l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto».
Successivamente sono state emanate delle ordinanze del Ministero della Salute (es. Ordinanza 3 Marzo 2009 e Ordinanza 6 Agosto 2013; quest’ultima ancora in vigore poiché prorogata di anno in anno) le quali, per il caso di conduzione dei cani nelle aree pubbliche urbane o nei locali pubblici, hanno previsto l’obbligo di utilizzo del guinzaglio in misura non superiore ad 1,5 metri e l’obbligo di portare con sé una museruola, da utilizzarsi in caso di necessità o su richiesta dell’Autorità.
Le uniche vere limitazioni sono poste dalla normativa dell’Unione Europea con riguardo a quei luoghi di lavoro nei quali si preparano, manipolano, trattano e conservano gli alimenti (Regolamento n. 852/2004/CE). In realtà, anche in questo caso, secondo l’ultima interpretazione fornita dal Ministero della Salute, il divieto sussiste soltanto nei casi in cui non sia possibile evitare il contatto diretto tra cani e alimenti. Spetta al datore di lavoro impedire che ciò avvenga.
In sostanza, quindi, vi è una tendenziale libertà di accesso dei cani negli uffici e, in generale, 24zampe | Un cane sotto la scrivania: Purina, Unicredit, Ats Milano e gli altrinei diversi luoghi di lavoro. Come accennato sopra, la scelta spetta alle amministrazioni, alle organizzazioni aziendali e ai singoli datori di lavoro.

Una prassi che viene sperimentata sempre più di frequente, anche perché ci sono persone

  • più soddisfatte e serene rispetto a chi, invece, è costretto a lasciarlo a casa;
  • più concentrate mentre lavorano;
  • maggiormente dedite all’attività e disponibili nei confronti dell’azienda;
  • più socievoli con i colleghi.

Pare proprio che poter portare il cane al lavoro migliori la vita del lavoratore ma porti enormi vantaggi anche al datore di lavoro.
Per conoscere le regole per portare il cane in ufficio cliccare qui

 

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