Alla fine Geronimo non ce l’ha fatta: nonostante la campagna pubblica allestita dalla sua proprietaria, Helen Macdonald e la battaglia legale portata in tribunale fino all’Alta Corte, l’alpaca e’ stato abbattuto. L’esemplare era stato trovato positivo alla tubercolosi bovina (Tb). “Sono assolutamente disgustata da questo governo, sono azioni barbariche, e’ una disgrazia”, ha commentato la MacDonald, sostenendo di non aver ricevuto nessun avviso prima che funzionari governativi, scortati dalla polizia, si presentassero alla sua fattoria a Wickwar, vicino Bristol, per prelevarlo e portarlo via, tra le proteste di manifestanti. La proprietaria ha accusato il governo di aver agito in malafede e di aver preso tempo, mentre in realta’ stava “semplicemente pianificando l’assassinio di Geronimo”. All’arrivo dei funzionari, la donna aveva postato un tweet chiedendo un “incontro urgente” con il ministro dell’Ambiente George Eustice e lanciando un appello a “non giustiziare” il suo alpaca. La sua richiesta era di sottoporlo a un terzo test, dopo che i primi due avevano dato esito positivo – secondo lei, il tampone era difettoso – oppure lasciarlo vivere per aiutare i ricercatori a studiare la malattia. L’Alta Corte di giustizia britannica aveva respinto il suo appello.Geronimo the alpaca: Who is he and why has he hit the headlines? - BBC News
La decisione aveva scatenato una reazione popolare e oltre 140 mila persone in tutto il mondo avevano firmato una petizione chiedendo di salvarlo. Una “situazione terribilmente triste”, ha riconosciuto la capo veterinaria Christine Middlemiss, sottolineando pero’ che l’abbattimento di animali positivi alla tubercolosi bovina e’ “essenziale non solo per proteggere i mezzi di sussistenza della nostra industria agricola e delle comunita’ rurali, ma e’ anche per evitare piu’ casi di tubercolosi negli esseri umani. Nessuno vuole dover abbattere animali infetti se puo’ essere evitato”, ha aggiunto. (AGI)

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