I gatti sono animali affascinanti, che si fanno amare senza riserve e per questo hanno conquistato i cuori e le case di tante famiglie diventando uno dei più desiderati animali da compagnia. Ma non per tutte le persone è così. Per qualcuno basta la presenza di un paciosissimo micio perchè sia assalito da forte ansia o attacchi di panico.
Si tratta della felinofobia o ailurofobia, la paura irrazionale e persistente dei gatti.
Un felinofobo tende ad evitare zone o case dove sono certi di trovare un gatto, elaborano metodi per stare a distanza ma ciò scatena una serie di sintomi fisici come: tachicardia, sudorazione, nausea, vertigini, tremori.
Questo tipo di fobia potrebbe compromettere il regolare svolgimento delle proprie attività, può portare a non frequentare più amici o parenti che hanno un gatto in casa, in casi estremi si arriva all’isolamento sociale che si presenta in seguito al pensiero di poter incontrare un gatto anche per strada.
Le fobie specifiche, come la felinofobia, possono sfociare da un evento traumatico ma anche attraverso altre cause e concause meno evidenti in chi ne soffre.
Fin da piccoli l’immagine del gatto si presenta come un animale dolce e soffice e ci viene voglia di prenderlo in braccio e stringerlo, molto spesso, i gatti reagiscono malamente e questo li porta a tirare fuori le unghie. Tale comportamento, essendo inaspettato, potrebbe far scattare nel bambino un meccanismo di difesa ed evitare, per paura, qualsiasi contatto con i felini.
Altre volte, la felinofobia, può essere trasmessa dai genitori che nel momento in cui osservano il figlio giocare con un gatto, per paura che possa fargli del male, lo cacciano come se fosse una minaccia. Durante l’infanzia, i bambini osservano il comportamento dei genitori e apprendono, in tal caso questo tipo di reazione potrebbe essere l’inizio di una reale fobia che accrescerà negli anni. Ma come accennavamo sopra, le paure possono sprigionarsi in tutte le fasi della nostra vita. Credere che possano derivare sempre dall’infanzia è un errore.
La sfiducia appresa nei confronti dei gatti può tramutarsi in terrore e la tendenza ad evitare di incontrare un gatto in ogni modo possibile.
Chi soffre di questa fobia, non solo evita di entrare nelle case di chi possiede un gatto, ma evita di guardare che gli oggetti che possono evocarlo come: una fotografia, un film o un semplice peluche.
È importante intraprendere un percorso terapeutico, soprattutto se tale fobia diviene invalidante.
E’ necessario intervenire prontamente, al fine di offrire un’immediata risposta al problema del paziente che è fonte di malessere; questo, avviene a partire dalla rilevazione delle cosiddette tentate soluzioni fallimentari (ciò che la persona fa nel tentativo di uscire dalla difficoltà) che però, poiché inefficace, se reiterate nel tempo, invece di risolvere il problema lo strutturano.
Una volta indagato il funzionamento del problema si applica il protocollo di intervento. Basteranno un contenuto numero di incontri per raggiungere visibili cambiamenti.
Fonte: psychologicalcenter.it

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