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Donna aggredita da “lupo”. Enpa: “addolorati per quanto accaduto, chiediamo verifiche. No alle strumentalizzazioni”

22/05/2023

Inusuale aggressione di un “lupo” contro una donna di 56 anni a passeggio con il suo cagnolino è avvenuta domenica scorsa a Palombaro (CH) di prima mattinaa con le strade ancora deserte. Aa dare notizia dell’accaduto è stato il sindaco : “La nostra concittadina è uscita questa mattina con il suo cagnolino al guinzaglio. In pieno centro, è stataOstia, aggredita in strada per rapirle il cane. La denuncia: "Attenzione ad un furgone bianco" aggredita da un lupo che si è avventato contro il cane. Lei è riuscita a strapparlo dalle grinfie dell’animale e stava correndo verso casa, quando il lupo le è saltata addosso, buttandola a terra e portando via con sé il cagnolino”.
Un episodio tremendo per la scomparsa del cagnetto e le ferite e contusioni riportate dalla donna. Sono stati chiamati i carabinieri forestali, che anche nei giorni passati hanno ricevuto segnalazioni della presenza del lupo in paese, e quelli della stazione di Palombaro, i veterinari della Asl e l’Ente parco.
L’Ente Nazionale Protezione Animali è addolorato per quanto accaduto a Palombaro, in provincia di Chieti, dove una signora e il suo cagnolino sarebbero stati aggrediti da un animale che si sospetta essere un lupo. Nell’augurare alla signora una piena e rapida guarigione, la Protezione Animali chiede che vengano condotte accurate verifiche, anche attraverso l’analisi genetica di eventuali reperti biologici, per accertare l’esatta dinamica dei fatti e identità dell’animale coinvolto. «Come unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica – spiega Enpa – a prima vista è impossibile distinguere alcune razze di cani da un lupo. Pensiamo, ad esempio a quanto sia facile confondere unSarcedo. Sembra un lupo, ma è un cane cecoslovacco. Video - AltoVicentinOnline esemplare di pastore cecoslovacco con uno lupo. Solo l’esame del DNA permette di accertare con assoluta e scientifica certezza la specie di appartenenza. Insomma, anche se in perfetta buona fede, l’occhio può ingannare». Lo conferma pure uno studio dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra) sugli eventi predatori denunciati in Italia tra il 2015 e il 2019. Per circa un terzo dei casi – 3.660 su circa 18mila, scrive l’Ispra – le autorità veterinarie non sono state in grado di stabilire con certezza se le predazioni fossero state compiute da un cane o da un lupo.
Sul caso di Palombaro, l’Ente Nazionale Protezione Animali invita tutti, autorità e istituzioni, alla massima cautela, anche perché secondo le prime ricostruzioni – una delle quali fatta proprio dal sindaco – il presunto “lupo” avrebbe avuto un comportamento anomalo per la sua specie. Ciò nonostante, come peraltro accaduto in altre circostanze, c’è stata una gran fretta di puntare il dito contro il grande predatore, non lasciando neanche il beneficio del dubbio e senza neanche attendere che venissero compiute tutte le opportune verifiche da parte delle autorità competenti. «Con l’evidente rischio che questa vicenda venga strumentalizzata per alimentare le campagne d’odio e gli allarmismi non solo contro i lupi, ma più in generale contro tutti gli animali selvatici. È una visione biocida che – conclude Enpa – non appartiene né a noi né alla maggioranza degli italiani, e che rispediamo con forza ai suoi sostenitori: lupi e orsi sono specie particolarmente protette e tali devono rimanere».


Categorie: Cani, Mondo animale