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Dilupoli, il progetto innovativo che allontana i lupi con i collari odorosi

06/05/2026

Tra il 2019 e il 2023, sono stati rinvenuti 1.639 lupi morti in Italia, un fenomeno in crescita che include bracconaggio, avvelenamenti e investimenti. Orribile la recente strage che ha visto oltre 20 lupi uccisi perBranco di lupi avvistato nel Bresciano - Prima Brescia avvelenamento nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ad aprile 2026, con sospetti di un’azione coordinata.
Sebbene sia un predatore, il lupo non attacca l’uomo  ma certamente si devono mettere in atto comportamenti responsabili per difendere gli animali domestici e gli allevamenti. La convivenza con il lupo è possibile attraverso un approccio basato sulla prevenzione dei conflitti, la protezione del bestiame con recinzioni elettrificate e cani da guardiania, e la corretta gestione dei rifiuti.
Per migliorare l’equilibrio tra allevamenti e grandi predatori scende in campo un sistema innovativo e rispettosi di monitoraggio, prevenzione e allerta: il progetto Dilupoli, che vede la partecipazione di un partenariato qualificato composto da Faunis Srl, spin-off dell’Università di Sassari e specializzato nella gestione e conservazione della fauna, dall’Organismo di Consulenza PSR & Innovazione Liguria e di Coldiretti Liguria.
“Dilupoli – spiega all’Osservatorio Lupo Gabriella Fenoggio, responsabile Centro di Assistenza Agricola Coldiretti Liguria – nasce per rispondere a una criticità sempre più rilevante per il comparto zootecnico ligure: la crescente pressione predatoria da parte del lupo privato del suo habitat naturale. Il progetto punta aCome alimentare il cane da guardiania Anti Lupo. sviluppare e testare soluzioni concrete basate su un approccio pratico-scientifico, tra cui sistemi avanzati di monitoraggio della fauna selvatica, strumenti di tracciabilità dei passaggi e tecnologie di allerta precoce. Tra le innovazioni previste figurano dispositivi dissuasivi attivati da intelligenza artificiale, basati su suoni e luci, e l’impiego di collari con feromoni per la protezione degli animali al pascolo.
“La fase iniziale – continua Fenoggio – è stata avviata la scorsa settimana, e prevede un lavoro capillare di monitoraggio, per capire dove si verificano più frequentemente gli episodi di predazione. Successivamente, il progetto prevede l’apposizione di collari a feromoni su un gruppo di esemplari”.
“Questi dispositivi – racconta all’Osservatorio Lupo Marco Apollonio, ricercatore dell’Università di Sassari – pesano poche decine di grammi, non hanno effetti sul comportamento del gregge e possono essere apposti sul campanaccio, quindi sono assolutamente rispettosi dell’animale. La soluzione odorosa si basa sulla riproduzione dei feromoni che i lupi utilizzano per il distanziamento degli altri branchi”.
“Le molecole – continua Apollonio – sono state inserite in una matrice di cera e inserite in uno scatolino di plastica traforato, che viene appeso al collo degli animali da proteggere. Il mix, che inizialmente aveva una durata di tre mesi, è stato potenziato per mantenere efficacia anche dopo sei mesi”. Il ricercatore precisa che il prodotto è uscito dalla fase prototipale perché un’azienda svizzera ha acquistato il brevetto e testato il sistema, che si è rivelato sufficientemente efficace.
“C’è da sottolineare – conclude Apollonio – che non stiamo proponendo soluzioni miracolistiche. Non ci aspettiamo un azzeramento del rischio, ma speriamo che la scienza e la ricerca possano contribuire a sviluppare interventi mirati, basati sul rispetto della fauna e dei pascoli, che rappresentino uno strumento in più per andare a contrastare un problema reale, che è quello della predazione”.
Fonte: 30Science.com


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