Ancora una storia di violenza perpetrata ai danni di un cigno: un uomo a Fiesso D’Artico, in provincia di Venezia, ha picchiato e ucciso un cigno che stava difendendo la compagna impegnata a covare le uova. L’orribile crimine è avvenuto il 30 marzo scorso lungo l’argine del Naviglio del Brenta tra Dolo e Fiesso D’artico. I volontari dell’Ente nazionale Protezione Animali della Sezione di Mira sono subito accorsi sul luogo, chiamati dai residenti che hanno trovato l’animale esanime. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno presto individuato il presunto autore della brutale violenza, un giovane pescatore che avrebbe raccontato di essere stato aggredito dall’animale. I volontari Enpa hanno consegnato il bastone con cui è stato picchiato e ucciso il cigno, aiutando le forze dell’Ordine nella ricostruzione dell’accaduto. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha presentato denuncia attraverso l’avvocato Claudia Ricci ed è pronta a costituirsi parte civile nel caso in cui si dovesse andare a processo. Il cigno stava difendendo la sua compagna intenta nella cova delle uova. Per lui e per tutti gli altri animali è importante che l’Autorità Giudiziaria condanni il responsabile e chiarisca che non esiste diritto assoluto dell’uomo ad una abusata “autodifesa” dopo aver invaso gli spazi vitali della fauna selvatica. Il giovane pescatore, tra l’altro, a quanto riferiscono i residenti del luogo, frequentava abitualmente quella zona per la pesca ed era quindi al corrente della presenza degli animali e conosceva il loro comportamento di difesa. Non è la prima volta che i cigni vengono presi di mira e fatti oggetto di incredibili violenze. E’ dello scorso anno l’atto vandalico di uomo che a Brenzone, sul Lago di Garda, prese a sassate le uova di una mamma cigno, uccidendo tutti i piccoli.
“Si tratta di un atto orribile, violento ed inaccettabile. La nostra Associazione – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – farà tutto il possibile per assicurarsi che questa persona che ha compiuto un gesto così disumano paghi per le proprie azioni. Ci aspettiamo una punizione esemplare che sia da monito per tutti coloro che pensano di poter maltrattare e uccidere a piacimento gli animali della fauna selvatica che ricordiamo sono patrimonio indisponibile dello Stato. Ringrazio i nostri volontari dell’Enpa di Mira che stanno seguendo questa triste vicenda e che ora stanno monitorando costantemente mamma cigno che è rimasta da sola con le uova”.
“Le condizioni generali di mamma cigno – racconta Roberto Martano responsabile del rifugio Enpa di Mira – appaiono abbastanza buone e questo lascia sperare che possa portare serenamente a termine la cova. L’animale, infatti, si comporta in modo normale e si è anche allontanata per le consuete attività dalle uova. Invitiamo tutti ad evitare visite improvvisate, che rischiano di essere ulteriore elemento di disturbo e stress per il cigno. I cittadini residenti, con i quali abbiamo collegamento costante, stanno assicurando un prezioso e costante monitoraggio della situazione, prodigandosi amorevolmente per garantire a mamma cigno ogni aiuto necessario”.

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