Una vicenda triste e vergognosa quella avvenuta nei giorni scorsi e raccontata al quotidiano  piacenzasera.it dal Capo Nucleo delle Guardie zoofile Enpa, presente durante l’aggrressione.
A richiedere l’intervento di Enpa una segnalazione, che riferiva di due cani, simil pitbull, “lasciati su un balcone senza ricovero e senza riparo alcuno da intemperie”. Gli operatori Enpa si sono prima allontanati, per identificare i proprietari degli animali, non presenti in casa e poi sono tornati sul posto, per poi essere raggiunti da “quatto persone, tre uomini ed una donna di giovane età, l’uomo al centro del gruppo si è identificato come proprietario dei cani in oggetto del controllo. Da quel momento le Guardie sono state oggetto di una aggressione verbale senza motivazione alcuna”.
Il Capo Nucleo delle Guardie zoofile Enpa parla di “sberleffi e sorrisi di scherno ed altri atteggiamenti palesemente intimidatori” il tutto avvenuto “in pubblica via in presenza dei passanti”. Una situazione che si è protratta per 20 minuti e non è degenerata, evidenzia Bravaccini, “grazie al sangue freddo delle Guardie Enpa. In un ultimo tentativo di calmare gli aggressori una Guardia ha mostrato il proprio Decreto Prefettizio, salvo ritrarlo bruscamente quando hanno tentato di strapparglielo di mano. E’ stato chiesto l’intervento delle forze dell’Ordine, ma il gruppo si è allontanato prima del loro arrivo”.
Nei giorni successivi, le Guardie hanno identificato due dei quattro componenti del gruppo, “grazie alla targa di un auto e alla leggerezza con cui le persone utilizzano il social Network Facebook” spiega il Capo Nucleo Bravaccini, una volta raccolti tutti gli elementi utili è stata inoltrata per il proseguo di competenza Denuncia alla Procura della Repubblica a carico dei soggetti identificati e di quelli non noti per: Violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale (336 C.P.), Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità (Art 340 C.P.), oltraggio a Pubblico Ufficiale (341-bis C.P.), rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale (651 C.P.).

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