Aveva lasciato cinque cuccioli di cane dentro una scatola di cartone senza acqua né cibo all’esterno dell’ingresso del canile di Copertino. Si è voltata, è salita in macchina, e pensava di essersi liberata del problema per sempre. Ad incastrare la donna quarantasettenne residente a Porto Cesareo, però, sono state le immagini della videocamera presente sul posto. Attraverso la targa della macchina le Forze dell’Ordine sono riuscite a risalire a lei e ieri il Tribunale Penale di Lecce l’ha condannata per il reato di abbandono diIl datore di lavoro deve far rispettare la legge anti-COVID sospendendo i  non vaccinati in mancanza di misure alternative - ANDI animali che il nostro ordinamento prevede e punisce all’articolo 727 del codice penale. “Chiunque abbandona animali domestici – recita l’articolo 727 -o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
L’Ente Nazionale Protezione Animali attraverso l’avvocato Enpa, Claudia Ricci e l’avvocato Vincenza Raganato di Enpa Rete Legale a Lecce, si era costituito parte civile. La donna ieri è stata condannata dal Tribunale di Lecce al pagamento dell’ammenda di 4 mila euro e al risarcimento del danno in favore di Enpa di 5 mila euro, oltre al pagamento delle spese legali. “Una vittoria importante – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – che punisce finalmente un reato che, purtroppo, troppo spesso rimane impunito ma che è una vera piaga del nostro paese, soprattutto in alcune zone: l’abbandono. Quest’estate c’è stata una vera emergenza: l’abbandono dei gatti è aumentato del 60%, e per quanto riguarda i cani abbiamo constatato un aumento delle cessioni del 17%. Tra le cause principali di queste cessioni c’è il ricovero (53%) o la morte dei proprietari anziani e nessun parente disposto a prendersi cura dell’animale (62%). E molto alto il dato delle cessioni dovute all’aggressività dell’animale (53%), ma, in alcuni casi, sono bastati graffi o piccole contusioni per giustificare l’allontanamento. E aggiungo che a discapito di quanto si pensi non è purtroppo un fenomeno estivo”.

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