Il bracconaggio è una pratica barbara, crudele e illegale, non solo per la fauna selvatica contro cui è messo in atto ma colpisce anche animali vaganti come cani e gatti destinandoli ad una lenta agonia. Ma quesa volta fortunatamente le cose sono andate molto diversamente: la cagnetta finita prigioniera del laccio è stata liberata e i bracconieri identificati e denunciati.
Il fatto è avvenuto lo scorso anno a Garda, nel Cosentino, dove una cagnolina meticcia, finita in una trappola ha rischiato di morire se non fossero arrivate le guardie zoofile a liberarla.
“Gli autori del posizionamento della trappola d’acciaio che ha quasi ucciso una cagnolina meticcia sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria. Risponderanno dei reati di maltrattamento di animali e utilizzo di mezzi di caccia non consentiti”. Lo fa sapere una nota di Gaia Animali & Ambiente.
“La cagnolina, di colore bianco panna e taglia media, era stata tratta in salvo grazie al tempestivo e provvidenziale intervento delle Guardie Zoofile prefettizie della associazione Kronos e di Marianna Martino, volontaria dell’associazione Gaia Animali e Ambiente OdV e delegata al randagismo per la Regione Calabria- ricorda una nota– Durante un servizio di controllo del territorio, le guardie e la volontaria si erano imbattute in una scena straziante: l’animale si trovava bloccato all’esterno di una recinzione metallica, con l’addome brutalmente stretto da un laccio in acciaio munito di nodo scorsoio. Una trappola illegale
e micidiale, posizionata attraverso un foro creato appositamente nella rete, verosimilmente destinata alla cattura di fauna selvatica”.
Oltre allo stress e alle lesioni causate dal cappio d’acciaio, “la cagnolina presentava un vistoso trauma oculare.
Nonostante le difficoltà logistiche legate all’ora tarda e all’impossibilità di intervento della Polizia Locale per carenza di personale, le Guardie Zoofile e i soccorritori avevano presidiato la zona fino a notte fonda, permettendo al servizio di recupero di liberare l’animale”.
Questa volta la cagnetta si è salvata ma chissà quanti altri animali sono morti atrocemente. Grande
soddisfazione per il fermo dei bracconieri identificati grazie agli accertamenti anche dei volontari e che ora pagheranno per la loro azione crudele e illegale.
Il presidente dell’associazione Gaia, Edgar Meyer ha affermato con soddisfazione: “Ma la notizia più importante è che l’illegalità non è rimasta impunita: l’identificazione e il deferimento dei responsabili all’Autorità Giudiziaria dimostrano che la collaborazione tra associazioni, guardie zoofile e magistratura funziona ed è letale per i bracconieri. Non tollereremo più che il nostro territorio sia teatro di simili barbarie”.
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