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Pastori del Caucaso, sequestrati 24 esemplari in allevamento umbro per coda e orecchie mozzate e altre irregolarità

09/04/2018

Il pastore del caucaso era fino a poco tempo fa una razza di nicchia, ora invece diffusa a tutti i livelli con le conseguenti speculazioni. 
Code e orecchie mozzate nonostante i divieti di legge, assenza di certificazioni sanitarie, mancanza di microchip: sono diverse le irregolarita’ riscontrate dai carabinieri forestali di Campello sul Clitunno, in un allevamento di cani di razza Pastore del Caucaso nel quale sono stati sequestrati 24 esemplari, tra adulti e cuccioli. Nell’ambito dell’operazione, il proprietario degli animali e un veterinario, entrambi del Folignate, sono stati denunciati. Nei mesi scorsi i militari avevano accertato durante un controllo nella struttura che 15 cani avevano la coda ed entrambe le orecchie tagliate, nonostante la legge italiana vieti espressamente gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un animale o finalizzati a scopi non curativi. Sono stati trovati anche due cani cosiddetti “aborigeni”, ossia soggetti nati e cresciuti allo stato naturale nel continente medio-asiatico, che erano stati introdotti nel territorio italiano privi di sistemi di identificazione e delle certificazioni sanitarie. Ed altri cani pastore adulti utilizzati per la riproduzione, sprovvisti di microchip. L’attivita’ di indagine si e’ allargata poi in diversi comuni della zona (Campello, Montefalco, Bettona, Trevi, Foligno, Spoleto, Bevagna) dove sono stati controllati i cuccioli ceduti dall’allevatore anche grazie al supporto dei Servizi veterinari della Usl Umbria 2 di Foligno per quanto concerne gli accertamenti sanitari sugli Animali. Le ipotesi di reato contestate ai due indagati – hanno riferito gli investigatori – sono: maltrattamento di animali, traffico illecito di animali da compagnia e falso in certificazioni veterinarie. Il veterinario di fiducia del titolare dell’allevamento, libero professionista, sempre secondo quanto riferito, avrebbe attestato di aver proceduto all’inoculazione di un microchip in realta’ mai avvenuta. Numerose infine anche le sanzioni amministrative per irregolarita’ riscontrate per violazioni del testo unico regionale in materia di benessere animale, tutela degli animali di affezione, prevenzione e controllo del randagismo in particolare la detenzione a catena, pratica vietata dal 2016 dalla legge regionale umbra, l’omessa identificazione dei cani, l’omessa denuncia di morte e di trasferimento degli animali.


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Nella Spy Story UK contro Russia entrano anche gli animali domestici dimenticati a casa Skripal

09/04/2018

Gli inquirenti britannici coinvolti nelle indagini del caso si erano dimenticati degli animali domestici della famiglia Skripal. A oltre un mese dall’avvelenamento dell’ex spia del Gru russo e della figlia Yulia, sono stati ritrovati nella casa sigillata di Salisbury due porcellini d’India, morti probabilmente di sete, e il gatto, sofferente, ha reso noto una portavoce del Dipartimento per l’ambiente, gli alimenti e le questioni rurali britannico, precisando che il gatto è stato sottoposto a eutanasia “nel suo interesse”.
L’ammissione Ë arrivata dopo che l’ambasciata russa ha formalmente chiesto conto al Foreign Office degli animali domestici, dopo che Viktoria Skripal, la nipote di Sergei e cugina di Yulia residente in Russia, aveva parlato della loro esistenza. Gli animali, ha precisato la portavoce del Defra, sono stati scoperti solo quando un veterinario è potuto entrare nella casa, sigillata durante le indagini della polizia. In realtà, i russi, il rappresentante di Mosca all’Onu Vasily Nebenzia, hanno sollevato il problema di due gatti e due porcellini d’India.
L’ambasciata russa a Londra ancora una volta, dopo il tweet cancellato del Foreign Office sulla certezza degli scienziati di Porton Down sull’origine del gas, ha avuto facile gioco a rispondere. “Stanno dicendo davvero che nessuno ha controllato gli animali domestici sulla presunta scena del reato? Hanno effettuato test sugli animali per cercare sostante tossiche? O se ne sono liberati come prove scomode?”, si chiede. “E’ questo il modo in cui in Gran Bretagna si trattano gli animali domestici? E’ la norma?”, ha rincarato la dose la portavoce del ministero degli esteri Maria Zakharova.
“In realtà, erano prove cruciali se è vero che la sostanza tossica era stata usata all’interno della casa”, ha aggiunto incredula che gli animali domestici in una casa al centro di una indagine per avvelenamento siano morti di stenti e non sottoposti ad accurati esami e citando quanto riportato dai media britannici, secondo cui gli animali sarebbero stati cremati.


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Adozione a distanza dei cani, iniziativa del Comune di Sassari con l'associazione Qua la zampa

07/04/2018

Prendersi cura di un cane e garantirgli tutte le cure di cui necessita, pur lasciandolo al canile comunale. Il Comune di Sassari e l’associazione “Qua la zampa” varano una campagna di adozione a distanza per sensibilizzare i sassaresi e migliorare le condizioni di vita degli ospiti del canile comunale di Funtana sa figu, lungo la strada per Osilo, che accoglie circa duecento animali.
Chi ama i cani ma non può curarsene o non ha uno spazio in cui ospitarli potrà visitare il canile, innamorarsi di uno tra quelli presenti, indicare il nome allo staff e da quel momento nascerà un vincolo, un legame di amicizia in virtù del quale sarà possibile far visita al cane prescelto, portarlo a passeggio e occuparsi di lui.
“Qua la zampa” ha pensato a tre modalità di adozione: si può semplicemente donare una cifra, oppure si può abbinare alla donazione una giornata periodica di visita, o ancora, se il cane lo consente, portarlo a passeggio in zone prestabilite.
Esiste in realtà anche una quarta opzione, riservata ai cani più grandi, e prevede versamento, visite e brevi passeggiate.
Sono previste quote mensili da 10, 15 e 20 euro. Chi aderisce potrà ricevere il certificato di adozione a distanza con la foto del cane prescelto.


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Life+‘M.i.r.co’:il progetto punta alla salvaguardia della specie dalla minaccia dell’ibridazione con il cane

07/04/2018

Avamposto di una strategia nazionale per la conservazione del lupo, il progetto LIFE ‘M.I.R.CO lupo’ (Minimizzare l’impatto del randagismo canino sulla conservazione del lupo in Italia) viene attuato nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, che ne e’ il beneficiario coordinatore, e in quello del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che ne e’ beneficiario associato.
L’aspetto piu’ innovativo del progetto e’ l’aver sviluppato un pacchetto di interventi scientifici e di protocolli operativi che puntano alla salvaguardia della specie dalla minaccia dell’ibridazione con il cane, intervenendo sulla riduzione del vagantismo e del randagismo canino. L’obiettivo, in particolare, e’ di contrastare l’ibridazione antropogenica, ovvero quella determinata o favorita, anche indirettamente, da un errato comportamento umano. All’azione, caposaldo del progetto, che prevede la cattura, la sterilizzazione e il rilascio in natura di ibridi nelle due aree protette, si associano i primi importanti risultati che, ad oggi, nel Parco Gran Sasso – Laga, registrano la cattura di quattordici ibridi, tutti appartenenti al branco di Castel del Monte (L’Aquila). Nelle operazioni di cattura i veterinari seguono un rigoroso protocollo operativo che prevede una tecnica “mista”, meccanica e farmacologica, ed estrema rapidita’ nel prelevamento del materiale genetico e biologico che sara’ inviato all’ISPRA per le analisi. Se il lupo risultera’ genotipicamente ibrido sara’ vasectomizzato, al fine di impedirne la riproduzione senza interferire con la sua vita gerarchica all’interno del branco.


Categorie: News dal Mondo

Arriva il conto in banca per cani e gatti

06/04/2018

Aprire un conto in banca per Fido? Ora si può, grazie ad ‘Amici Fedeli’, l’iniziativa della Banca di Piacenza che ha pensato a una soluzione per i nostri amici a quattro zampe: un conto corrente dedicato ai proprietari di animali. L’iniziativa offre diverse agevolazioni. Si va dal finanziamento a tasso agevolato per l’acquisto di prodotti e servizi, a quello per il pagamento delle spese veterinarie, fino alla polizza Rc ‘Zero pensieri’ a condizioni di particolare favore.
‘Amici Fedeli’ ha un canone mensile di 6 euro con operazioni illimitate e offre il servizio di home banking. Inoltre, i possessori del conto sono iscritti gratuitamente, per il primo anno, all’Associazione di proprietari di animali domestici ‘Amici veri’ e hanno diritto a diverse promozioni presso punti vendita e cliniche veterinarie convenzionate.


Categorie: News dal Mondo

Moon, il cagnetto terapista innamorato di una gatta tripode, ha aiutato a crescere 74 micini

06/04/2018

Moon era un cagnetto randagio, un cucciolo abbandonato come tanti sulla strada a Perth, in Australia, ma quando il suo cammino si è incrociato con quello di Kate Hayes, infermiera veterinaria al Warwick Veterinary Hospital, tutto è cambiato. La donna lo ha preso con sé e subito ha capito che in quel cucciolo spettinato c’era qualcosa di speciale. Quando Kate ha portato Moon al lavoro, in quel momento si è resa conto che il cagnolino aveva un carattere molto empatico e rassicurante verso gli animali che arrivavano bisognosi di cure nell’ambulatorio.
Moon aiutava a confortare i pazienti della clinica veterinaria guidandoli convincendoli a entrare per la visita o piangendo con loro quando erano malati e doloranti.
Un giorno in clinica arriva Phoenix, una micina a cui doveva essere amputata una zampetta. Per Moon è un vero colpo di fulmine.
Per tutto il tempo della convalescenza di Phoenix dopo l’intervento Moon le è rimasto accanto con tenerezza e dedizione. Alla fine i due sono diventati inseparabili.
L’infermiera, meravigliata dalle capacità quasi taumaturgiche di Moon, successivamente ha portato a casa altri gattini e Moon è stato felice di correre in loro aiuto. “Quando lui sente i micetti, le sue orecchie si rianimano e corre a vedere dove sono, quando li trova per loro habaci e coccoled, ama davvero i suoi piccoli”, ha raccontato Kate.
Molti di questi cuccioli erano orfani e Moon ha ricoperto spontaneamente il ruolo di papà adottivo. Infatti, anche quando una cucciolata di micetti abbandonati è arrivata in clinica, il cagnolino dal cuore d’oro è stato accanto a loro giorno e notte.
“È stato il papà adottivo di 74 cuccioli finora, due dei quali sono ancora a casa nostra, e gli altri cresciuti felici e in salute hanno trovato le loro nuove famiglie”, ha concluso Kate.


Categorie: Curiosità

Una nuova vita per Ares: da trovatello romano abbandonato a "cane poliziotto"

06/04/2018

Lo avevano abbandonato per strada, cucciolo. Una signora lo ha salvato e ha chiamato la Polizia che lo ha “reclutato”. Storia con finale a sorpresa per il pastore tedesco di nome Ares (nome datogli dagli agenti) che nell’estate del 2017 si aggirava per il quartiere di Morena, a Roma Sud, dopo essere stato abbandonato per strada. Una signora, intenerita dal suo sguardo, lo ha accolto nel garage facendogli lì un giaciglio e rifocillandolo. La donna ha in tutti i modi cercato di rintracciare i proprietari del cane, rivolgendosi anche ad un veterinario per vedere se avesse il chip, ma i suoi sforzi sono stati vani e così, non potendo tenerlo con sé, si è rivolta alla Polizia di Stato.
La Squadra Cinofili della Questura di Roma ha attivato l’iter gerarchico e burocratico per vedere l’animale e poter valutare la sua idoneità ai servizi di polizia. Il pastore tedesco, un maschio di circa un anno, ha superato brillantemente le prove a cui è stato sottoposto, dimostrando di essere mansueto ma coraggioso ed aggressivo all’occorrenza, rispettando gli ordini che gli venivano impartiti, e così è stato arruolato e «battezzato»: Ares il nome scelto per lui dagli istruttori. Dopo aver frequentato e superato il corso di formazione durato 10 settimane, Ares è diventato un’unità cinofila della Polizia di Stato, nel settore Ordine Pubblico e Anti Terrorismo, ed è subentrato a Giolly, cane pastore femmina di 10 anni, andata in pensione. Il primo giorno di lavoro del «neo-assunto» lo ha visto protagonista, insieme al suo conduttore, di controlli Antiterrorismo in Via del Corso e stazioni metropolitane.


Categorie: News dal Mondo

Recuperate due pericolose tartarughe azzannatrici, potenziali pericoli per animali e persone

06/04/2018

I Carabinieri Forestali hanno trovato e prelevato due tartarughe azzannatrici, una nel napoletano e una a Lodi. In entrambe i casi si tratta di un raro esemplare di “chelydra serpentina”, nota come testuggine azzannatrice.  Si tratta di un animale ritenuto pericoloso. I suoi morsi possono staccare le dita a una persona adulta e la cui detenzione è vietata dalla Legge. Predilige le acque stagnanti o i fiumi a lento corso e appartiene ad una specie originaria del nord America che fuori dal proprio habitat manifesta aggressività anche nei confronti dell’uomo.
A Lodi si è proceduto contro ignoti per il reato di abbandono di animale e per violazione della normativa inerente la detenzione di animali pericolosi. La testuggine è stata trovata durante dei lavori idraulici vicino al corso d’acqua Spagna a Castiglione d’Adda (Lodi). Pesa 8,5 kg, è lunga 35 centimetri ed è uno dei più grandi di quella specie mai sequestrati in Italia. Si trova in buone condizioni di salute ed adeguato stato di nutrizione, nonostante sia in condizione di fine letargo. Originario del Nord America, è sicuramente stato importato illegalmente in Italia, come spiegano i carabinieri, e rientra tra le specie selvatiche che costituiscono pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di conseguenza la commercializzazione e la detenzione sono assolutamente proibite.
A Napoli, in seguito ad una segnalazione, i Carabinieri Forestali hanno trovato e prelevato, dalla villa comunale di Pomigliano d’Arco (Napoli), un secondo esemplare abbandonato. L’esemplare è stato in un primo momento portato in un poliambulatorio veterinario del luogo e successivamente trasferito allo zoo di Napoli. I militari stanno indagando per identificare chi ha abbandonato la tartaruga.
Evidentemente i proprietari si sono liberati dei due esemplari, acquistati illegalmente e con molta superficialità, quando, preoccupati per la loro voracità e pericolosità, si sono acorti che erano diventate troppo ingombranti e pericolose peressere gestite.


Categorie: News dal Mondo

il giudice americano infligge condanne speciali ai maltrattatori di animali (video)

06/04/2018

Un giudice americano è diventato un po’ una celebrità per il suo modo di gestire le pene in base al crimine commesso.Nella città americana di Painesville, nello stato dell’Ohio, il giudice locale è ormai famoso (video).
Il giudice impone a determinate persone delle punizioni creative e a volte spettacolari, che non includono sempre pene detentive. Quello che cerca è di far combaciare il crimine commesso alla condanna.
Un esempio di un verdetto molto anticonvenzionale è quello che il giudice Cicconetti ha recentemente presentato a Michelle M. Murray. La Murray è stata riconosciuta colpevole di aver lasciato 35 gattini a morire in una foresta oscura e fredda una notte di novembre dell’anno scorso.
Quando una guardia in seguito ha trovato i gattini, alcuni erano purtroppo morti di freddo. Successivamente, le autorità sono riuscite a trovare Michelle M. Murray, che poi ha ammesso le sue colpe. Michael Cicconetti ha presentato alla colpevole Murray una opzione tra due pene: poteva scegliere di andare in prigione per tre mesi o solo per 14 giorni, Scrive ABC News.
Tuttavia, se avesse optato per la seconda possibilità, avrebbe dovuto anche trascorrere 15 giorni agli arresti domiciliari e avrebbe dovuto pagare una penale sia all’organizzazione per la protezione degli animali “Humane Society” che agli ufficiali che avevano trovato i gatti di cui si erano poi occupati.
Ultimo, ma non meno importante, il giudice Cicconetti ha imposto a Michelle M. Murray di passare una notte da sola in una foresta oscura, senza cibo né vestiti extra o qualsiasi cosa per distrarsi. Il giudice, duro ma equo, ha accettato comunque che la Murray si accendesse un fuoco, per non farla morire di freddo.
Ma Michelle M. Murray non è stata l’unica ad aver subito le pene creative del giudice Cicconetti.
Alyssa Morrow era in tribunale per aver lasciato il suo cane da solo a casa per un’intera settimana. In quel periodo, nessuno si era occupato del povero animale, lasciato a se stesso in una casa sporca e maleodorante.
“Forse dovresti avere capire cosa si prova”, ha detto Cicconetti, che successivamente ha pronunciato la sua sentenza: “Devi vivere come il tuo cane e per farlo, voglio che tu vada nella discarica locale dove trovi il posto più puzzolente, sporco, abbandonato da Dio in cui sederti per otto ore e pensare a quello che hai fatto al cane, mentre annusi tutti gli odori che ti circondano”, ha detto Michael Cicconetti, secondo quanto riportato da The Dodo.
Pene attinenti, innovative ma certamente sempre troppo bonarie per i reati commessi. (it.laowl.com)


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Una firma per Miro, portato in canile perché abbaiava troppo. Parla la famiglia

05/04/2018

Hanno superato alla grande la quota 200.000 le firme per ottenere la liberazione del cane Miro, il pastore maremmano sequestrato perché abbaia troppo. Neì giorni scorsi la petizione, lanciata da Eva Munter, nipote della proprietaria, ha moltiplicato le adesioni di tante associazioni e sigle animaliste, oltre a privati cittadini che hanno contestato la decisione di portare Miro in canile.
Per sostenere un favorevole esito della vicenda con il ritorno a casa del cagnolone  è ancora possibile firmare la petizione lanciata con questo messaggio.
“Uomini e cani sono insieme dalla notte dei tempi. Potrei raccontare milioni di storie di questo legame antico e profondo, partendo da quella di Argo e della sua attesa tenace e testarda, tanto da essere l’unico a riconoscere il suo padrone dopo vent’anni, donandogli un ultimo saluto affettuoso; le storie di Fido, Hachiko, Greyfriars Bobby e Shep, tutti emblemi di fedeltà e affetto inossidabili. Ci sono talmente tante storie in ballo, storie famose o che non vengono raccontate, che ripercorrere questa amicizia lunga 15.000 anni per intero è impossibile.
I cani ancora oggi ci insegnano qualcosa che va oltre la nostra comprensione, non è solo una questione di amore incondizionato e fedeltà, è un rapporto speciale, un legame che giorno dopo giorno ci ricorda la nostra parte migliore.
Proverò a raccontarvi la mia di storia.
Il 22 marzo Miro, il mio cane, è stato prelevato dai Carabinieri, sequestrato e portato in un canile (Pan Ente Provinciale Protezione Animali E Ambiente a Rovereto -TN-) perchè accusato da un vicino di abbaiare.
Miro è un pastore abruzzese di circa tre anni, che viveva a Roverè della Luna, un piccolo paese in provincia di Trento, in una casa con giardino.
E’ bastato che una sola persona dichiarasse che il cane abbaiava per dar via a questa assurdo provvedimento, nonostante il resto del vicinato non avesse lamentato rumori molesti o fastidio, anche con le finestre aperte. Più volte le Forze dell’Ordine sono accorse sul posto in seguito alle chiamate del mio vicino e tutte le volte hanno constatato che Miro non stava abbaiando. Nonostante questo la vicenda è andata avanti con due querele, trasformate poi in due decreti penali di condanna, per l’abbaiare del cane che non permetterebbe loro di dormire. Un’accusa infondata, dal momento che il cane di notte viene fatto entrare in casa, proprio per evitare ogni possibile disturbo.
Ora è chiuso in uno spazio ristretto, senza la sua famiglia e lontano da chi lo ama. Questo è il provvedimento preventivo richiesto dal suddeto vicino che si definisce “amante degli animali”, in attesa che la situazione si chiarisca. Ma per farlo si dovrà attendere il processo dibattimentale in Tribunale a Trento che è fissato per fine aprile.
Miro non può stare rinchiuso in un canile.
Miro fa parte della mia famiglia. E’ amato, protetto, felice. Ha una casa e un grande giardino in cui correre e giocare. Miro ci è stato portato via, ci è stato tolto come se fosse un oggetto e non una creatura vivente con sentimenti ed emozioni. Gli unici sequestri di cani dei quali ho trovto notizia sono stati emanati per proteggere i cani stessi da padroni negligenti o violenti. L’unico effetto di questo provvedimento, invece, è quello di danneggiare Miro e di farci soffrire. Chiedo quindi, per favore, di sospendere questa istanza di sequestro e di permetterci di affrontare il processo in corso fianco a fianco dell’animale che da anni è entrato nel mirino del querelante.

Grazie
Eva Munter”

Per firmare la petizione cliccare qui


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Gattino orfano riabbraccia mamma gatta: intervento dei Vigili del Fuoco

05/04/2018


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Jimmy, veterano delle missioni in medio oriente, muore in Libano per un malore

05/04/2018

Martedì scorso, durante lo svolgimento di un regolare turno di servizio per il controllo anti-esplosivo sui veicoli in ingresso presso la base di Shama, sede del comando del Settore ovest di Unifil, attualmente su base Brigata paracadutisti “Folgore”, è deceduto Jimmy – detto Gamain – uno dei cani del nucleo cinofili del contingente italiano schierato in Libano. Lo riferisce un comunicato dello Stato maggiore della Difesa. Il decesso di Jimmy, pastore belga malinois di 11 anni, sarebbe da ricondurre ad un malore. Jimmy, che era prossimo alla “pensione”, ha svolto il proprio servizio per oltre 10 anni, inquadrato presso il Gruppo cinofili del Centro militare veterinario di Grosseto ed era già stato impiegato, per ben sei volte, in missioni all’estero, in Afghanistan, in Kosovo e in Libano. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo, prima, da parte del suo conducente, un caporal maggiore capo dell’Esercito, e, poi, da parte dell’ufficiale veterinario del contingente, prontamente intervenuto sul posto.
I cani impiegati nei nuclei cinofili per la ricerca degli esplosivi vengono selezionati da cuccioli, attraverso una valutazione delle loro capacità e della loro indole caratteriale. Affidati ad un militare conducente, con cui condivideranno tutta la loro “carriera” (ma, spesso, anche la pensione, poiché sempre più frequentemente i conducenti chiedono poi l’affido di questi cani al termine del loro servizio), effettuano, insieme al proprio “commilitone umano”, un corso di formazione e addestramento della durata di un anno. Durante il corso, l’animale, oltre ad instaurare un rapporto del tutto speciale con il proprio conducente, attraverso il gioco e le associazioni ad esso correlate impara a ricercare, individuare e segnalare opportunamente la presenza di sostanze esplosive.
Negli anni, l’impiego di unità cinofile all’interno dei contingenti militari nazionali è divenuto fondamentale per contrastare il pericolo degli ordigni esplosivi improvvisati (Ied), una delle minacce più subdole per i nostri militari che operano nei Teatri operativi di tutto il mondo. Per questo, la scomparsa di uno di questi “militari a quattro zampe” determina sempre costernazione per la loro preziosa e insostituibile opera, volta a garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri “commilitoni umani”. (Agenzia Nova)

 


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