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Le passioni dei VIP e dei personaggi dello spettacolo non sono solo belle macchine, case da sogno o cene in locali trend! L'amore per gli Animali.... che sia un animale domestico, una tigre o semplicemente l'amore per tutti gli animali, assume forme diverse.

La nostra rubbrica proporrà il punto di vista dei personaggi VIP da noi amati ed il loro rapporto con i propri Beniamini.

PostHeaderIcon Kaspar Capparoni: il leone capobranco di otto pastori svizzeri

Kaspar_640x480_640x480Kaspar Capparoni, noto attore di teatro, cinema e amato interprete di fiction televisive di successo come “Elisa di Rivombrosa”, “Capri”, “Al di la del lago” e della serie italiana de “Il Commissario Rex” è nato a Roma il 1 agosto, quindi è un Leone, un leone che fa da capobranco a otto candidi e bellissimi pastori svizzeri

Kaspar sono stati questi meravigliosi cani a far nascere in te la passione per i cani e per tutti gli animali?
Assolutamente no, ho avuto Hella, una femmina di pastore tedesco che è stata il mio primo cane. E’arrivata quando avevo un anno e anche lei era una cucciola, siamo praticamente cresciuti insieme, ho giocato con lei ma ho anche imparato ad amarla e rispettarla.  

Ora compagno della tua vita è questo branco di pastori svizzeri,kaspar_con_il_suo_cane_hella__sesto_07-_66_50 perché hai scelto di avere accanto a te proprio questi cani?
Per prima cosa ve li presento, sono otto, cinque maschi e tre femmine: Axel, Sky, Billy Boy, King i ragazzi poi Dakota, Angel e Juma le ragazze e sopra tutti Liroy un maschio di dieci anni che è un po’ il mio alter ego canino. Sono un grande amante dei pastori svizzeri, penso che siano i più adatti a vivere in famiglia, hanno un carattere sensibile, equilibrato e tra i lupoidi sono quelli che hanno subito meno manipolazioni.Il colore bianco non è altro che uno dei colori naturali del pastore tedesco, al pari del grigio, del
nero, del roano. A partire dagli anni sessanta tuttavia la varietà a pelo bianco è stata esclusa dalla federazione e  molti cuccioli con questa caratteristica venivano soppressi. Soltanto negli anni ottanta, dopo la disponibilità della Svizzera a riconoscere la razza, è stata reintrodotta dapprima in Germania e in seguito negli USA e in Canada. Nel Gennaio 2003 si è giunti al riconoscimento della razza con il nome ufficiale di Pastore bianco Svizzero.

C’è tra loro uno che consideri speciale, che senti più vicino e che magari ti segue anche sui set?
3_320x200Si, certamente Liroy, l’ho scelto in una cucciolata nel periodo in cui stavo girando Elisa di Rivombrosa. Di solito si sceglie il cucciolo che ti si butta tra le braccia, Liroy invece ha fatto sì che fossi io ad avvicinarmi a lui e a sceglierlo. Da allora siamo inseparabili, con lui ho fatto bellissimi viaggi a volte anche un po’da Indiana Jones, lui non è mai stato un peso. Sono un amante di tutti gli  sport e Liroy non si è mai tirato indietro, mi segue sempre, anche nelle mie arrampicate in montagna. Uno così ti conquista per forza. Comunque ognuno di loro ha un pezzo del mio cuore.

La vita dell’attore, tra lavoro e famiglia non lascia molto tempo libero, riesci ad occuparti personalmente dei tuoi cani, di coccolarli e divertirti con loro?
Avere un animale significa instaurare un contatto, un rapporto con lui. Mi occupo più che posso di loro, gli do da mangiare, li curo se stanno male e poi dividiamo tanti momenti di gioco. Quando esco in bicicletta li porto tutti con me, per chi ci incontra è buffo vedermi pedalare seguito da questo codazzo di cani disciplinatamente in fila. 

Hai mai portato i tuoi figli a circo o allo zoo?
Al circo siamo andati tanto tempo fa e a loro sono piacuti solo i clown e i giocolieri. Tigri ed elefanti ammaestrati non li hanno entusiasmati. In effetti gli animali meritano una vita più degna allo zoo no, almeno non li ho accompagnati io. Credo che lo zoo ormai abbia un senso solo per tutelare e favorire la riproduzione di specie protette come avviene nel bellissimo bioparco di Vienna.

Per aiutare gli animali hai dato la tua immagine partecipando a molte iniziative come quella promossa in favore dei cani e dei canili dell’Aquila e hai anche scritto un libro “Il capobranco” dove è Liroy che parla del vostro rapporto, di come insieme avete affrontato le difficoltà. Da queste pagine emerge che il tuo amore per Liroy è stato ampiamente ripagato da lui.
Sono molto felice di partecipare a queste iniziative, è un modo per continuare a promuovere il rispetto e l’impegno per i nostri amici animali.
Il libro “Il capobranco” è un tributo, un riconoscimento a quanto Liroy sia stato e sia importante per me. Grazie a lui sono riuscito a venire fuori da uno1703985_0_320x200 dei momenti più brutti della mia vita. Il suo amore tenace, la sua sensibilità mi hanno fatto capire che lui era lì accanto a me, che potevo e dovevo farcela per me e per lui. Mi ha fatto tornare la voglia di combattere per riconquistare la fiducia in me stesso e apprezzare la vita. Senza di lui non so come avrei fatto. Gli animali, tutti, sanno dare inconsciamente molto più di quanto noi diamo loro.

Ne "Il commissario Rex", anche in "Capri", hai lavorato con i cani, come ti sei trovato, pensi che per gli animali in genere sia stressante rispettare i tempi del set?
No, per gli animali è solo un gioco, sono gli attori quelli che si stressano. In “Capri” il cane che si vede ogni tanto era del regista, entrava in scena ma non era previsto. Con Henry, il pastore tedesco interprete nella serie italiana di Rex, è nato un rapporto speciale, avevo iniziato a girare con lui e ho preteso di farlo fino alle ultime puntate senza sostituzioni. Anche adesso che Henry è in Germania manteniamo i contatti, ci vediamo e ci “parliamo” spesso attraverso Skype.

Nel mondo dello spettacolo e non solo, ci sono donne molto affascinanti che non rinunciano ad indossare le pelliccie, pensi sia un capo indispensabile per il glamour femminile?
Forse nell’età della pietra! A parte gli scherzi, poteva essere necessario vestirsi di pellicce nei secoli passati che hanno conosciuto periodi di grande freddo. Ora, soprattutto in Italia non ha più senso, ci sono piumini, tessuti tecno che riparano da qualunque freddo. Le pellicce adesso sono solo trofei macabri.

Pensi che in Italia la sensibilità verso il benessere degli animali sia aumentata, si potrebbe fare di più per combattere gli abbandoni?
Siamo molto indietro rispetto alla cultura media europea, purtroppo anche nel rapporto con i nostri animali. Il randagismo in Europa esiste solamente in Italia e per sconfiggere questo problema dovremmo allinearci con gli altri Paesi Europei, utilizzando gli stessi mezzi che sono stati utilizzati all’estero. La DSC01563_320x200sterilizzazione, come in America dove è prevista per legge, è l’unica soluzione possibile al problema incalzante del randagismo accompagnata da ogni sforzo per radicare nelle nuove generazioni il rispetto verso gli animali. 

Nel tuo futuro lavorativo c’è o ti piacerebbe ci fosse un nuovo progetto con gli animali?
Un progetto tutto mio c’è. Dal libro “Il capobranco” vorrei fare un film alla Walt Disney. Ho già avuto dei contatti per realizzarlo, se andranno a buon fine ne verrà fuori qualcosa di veramente speciale.

Se fossi un animale quale ti piacerebbe essere?
Bella domanda! Non so, vorrei essere un animale che sta bene da solo ma anche in compagnia. Forse un gatto, magari bianco come i miei pastori!

Ora Kasper,  vorrei fare una domanda a Liroy e al suo branco: Natale si avvicina, avete un desiderio particolare? Certo, vorremmo che per unapizap.com10.169881381094455721323604769671_320x200 volta Babbo Natale lasciasse a casa le sue renne e ci permettesse di trainare la sua slitta, vedi, noi ci siamo già preparati!

 

Foto:
Dall'alto verso il basso 
un bel primo piano di Kaspar Capparoni;
Kaspar bambino con il suo cane Hella;
Foto di gruppo con alcuni dei suoi pastori svizzeri;
La copertina del libro "Il capobranco";
Kaspar, suo figlio Alessandro e i cani 

 

PostHeaderIcon Andrea Roncato, tra humour, nostalgia e animali, la vita di un artista di successo


andrea_roncato_mezzo_bustoA venirmi incontro, quando si apre il cancello, è un “giovanotto” in jeans e capellino all’americana, attraversa il giardino della sua casa con le falcate delle sue lunghe gambe, seguito da un bel gruppetto di cani grandi e piccoli. Quando manca poco a stringerci la mano riconosco il sorriso ironico e lo sguardo sornione di Andrea Roncato, lo showman di successo che ci regalato tanti momenti di allegria. 

Andrea, quanti cani! Hai sempre avuto e amato gli animali?
In un certo senso sì, quando ero bambino, passavo molto tempo a casa dei miei nonni che vivevano in una cascina in campagna, vicino a Bologna, dalle parti di San Lazzaro. Lì gli animali erano una parte della famiglia, c’erano cani, gatti, galline conigli, mucche, praticamente i miei compagni di giochi. Forse, anche adesso, il mio amore per gli animali è legato ai ricordi dell’infanzia, quando con i nonni, i vicini e tutti gli animali ci si ritrovava nella stalla a chiacchierare e raccontare. Il calore di una stalla è qualcosa di magico che nessuna stufa può regalare, è un abbraccio caldo e carico di odori di casa, di serenità. Ci si sente tutti uniti in un mondo magico di uomini e animali.

Allora la scelta di vivere in campagna è un po’ per ritrovare quell’atmosfera, dove continuare a vivere con gli animali e dove loro potessero vivere bene?
Ho cercato un posto dove ritrovare la rasserenante condizioneandrea_sul_divano_con_cocker_chiuaua_e_nero_320x200 psicologica del passato ma soprattutto uno spazio dove i miei animali potessero essere felici perché loro sono tra gli affetti più importanti della mia vita. Gli animali ti danno un amore incondizionato. Mi hanno dato la forza di superare i momenti difficili nella vita, se non ci fossero stati loro, se non mi avessero fatto sentire quanto sono importante per loro non so che cosa sarebbe potuto accadere. Ora sono la mia forza, quando ho un problema, mi siedo in mezzo a loro e piano, piano la soluzione la trovo.

Entrando ti ho visto circondato dai cani, parlaci un po’ di loro. Quanti sono? Come sono arrivati a casa tua?
Ma io non ho mica solo cani! Tu non li hai visti, ma qui ci sono anche due scoiattoli cui do da mangiare, il cincillà Cin, il coniglio Nerone, nero con un ciuffo nerone_coniglio_320x200di pelo in testa e poi le galline, sporcano un po’ ma sono bellissime! Certo i cani sono il gruppo più numeroso, sono cinque. Lupo è un incrocio di canelupo, l’avevo visto trotterellare sulla via Cassia poi, inspiegabilmente, l’ho ritrovato davanti al mio cancello, ma appena mi sono avvicinato è scappato, questo per due o tre volte e quando non credevo più di rivederlo, una sera tornando a casa sul tardi, l’ho ritrovato di nuovo davanti al mio cancello, da allora siamo insieme. C’è Elsa, un pastore belga e Kevin un cocker nero gran saltatore e poi i piccoli, Rambo e Katia, due chihuahua che mi sono fatto anche tatuare sul braccio. Pensa, il mio primo chihuahua me l’ha regalato Carmen Russo che adora questa razza. Mi piacciono molto anche i cavalli, ho tre quarter horse: Josè, suo figlio Joli e Miky. Qui non c’è abbastanza spazio per loro, stanno in un maneggio, dove hanno stalle confortevoli e grandi spazi per correre e posso stare con loro quando voglio perché la pensione non è lontana da qui. Poi diciamo che ho delle “adozioni a distanza” da una signora pensionata che aiuto a prendersi cura di cani abbandonati.

La tua è una vita intensa, il tuo lavoro è fatto di tanti impegni, riesci a trovare il tempo di occuparti dei tuoi animali, di coccolarli, di giocare insieme?
Certo, quando sto in casa, che è una delle cose che mi piace di più, sto sempre insieme a loro, vivono vicino a me, li coccolo e loro coccolano me. C’è un’intesa perfetta, senza parole. Quando devo allontanarmi per lavoro, c’è “tata Vittoria” una deliziosa signora rumena di cui mi fido e che li ama e li cura forse meglio di quanto so fare io.elsa_con_cappello_320x200

Tutti conoscono Andrea Roncato attore, ma tu sei anche un poeta, uno scrittore. Due versi della tua poesia “Dedicata a un cane”gli occhi di un cane comprato per gioco e usato come un gioco. Occhi che cercano ancora quel padrone che non c'è mai stato e chiedono ancora quella carezza che non gli ho mai dato...’  fanno pensare che il tuo amore per i cani non è sempre stato così profondo e responsabile, è così?
roncato1-1_320x200La poesia, parte dell’omonimo volume che raccoglie momenti e incontri della mia vita è dedicata ad un Akita Inu, un cane che ho avuto quando stavo a Milano. Allora ero sempre in giro, vedevo tanta gente, ero stanco e per lui restava poco tempo, non avevo ancora capito quanto avesse bisogno di me, del mio affetto e quanto amore poteva darmi. Non ripeterei più un simile errore. Avere i miei cani vicino mi da forza, riesco a realizzare i miei progetti non per la fortuna ma perché loro, i cani, mi fanno sentire che sono uno che può farcela.

Anche l’altra poesia “Ti avrei voluto” scritta per un figlio che non hai voluto e di cui ora senti la mancanza, a un certo punto recita ‘ti avrei voluto dolce con i cani per poterli accarezzare’. Quanto conta l’educazione, l’esempio in famiglia perché i giovani, troppo spesso protagonisti di maltrattamenti di animali, crescano nel rispetto di questi esseri che soffrono e amano come noi?
Conta moltissimo, i genitori sono responsabili delle azioni che faranno i loro figli, devono crescerli nel rispetto di chi è più debole, bambini, anziani elupo_320x200 animali. Non bisogna mai regalare un cucciolo a un bambino. Il cane deve essere in grado di difendersi dal soffocante affetto di chi è piccolo e lo considera ancora solo un peluche.

Pensi che dare il proprio amore a un animale, dedicargli il nostro tempo, spendere per lui, sia ingiusto nei confronti delle persone che hanno bisogno?
Assolutamente no, occuparsi del benessere degli animali non vieta di essere attenti ai bisogni di tutte le categorie più deboli come i bambini e gli anziani bisognosi. Certo è che chi ama gli animali è più pronto a riconoscere una situazione di disagio, una richiesta d’aiuto.

Andrea, tu sei stato testimonial di campagne animaliste come altri personaggi famosi, i media si occupano sempre più spesso di animali, pensi che tutto questo abbia contribuito a migliorare la sensibilità della nostra società verso il rispetto e il riconoscimento degli animali come esseri senzienti?
Si certo, ci sono sempre più famiglie o single che hanno per amico un cane, un gatto o un qualsiasi altro animale domestico. Purtroppo avvengono ancora, tutti i giorni, episodi di crudeltà verso gli animali ma l’indignazione e la condanna della gente è unanime e maggiore rispetto al passato. Bisogna continuare su questa strada senza mai abbassare la guardia.

Nel tuo lavoro, cinema, tv, teatro, cabaret hai mai lavorato con gli animali? Come ti sei trovato?
Ho condotto le prime due edizioni di “Sabato al Circo”, un varietà realizzato in un vero e proprio tendone di un circo, stavo in mezzo a pantere, tigri ed elefanti. Naturalmente il circo non è la dimensione giusta per gli animali selvatici che hanno bisogno di libertà, di una natura che gli dia gli spazi congeniali alla loro razza ma, detto questo e sottolineando che un animale in gabbia soffre sempre, non ho visto maltrattamenti, forse perché il circo era di quelli famosi e quindi con le possibilità per mantenere e curare gli animali. Nei piccoli circhi dove non c’è da mangiare miki_cavallo_320x200neppure per gli uomini la situazione è ben diversa. A “Sabato al Circo” ho cominciato a conoscere e amare i cavalli e presi il mio primo destriero, Marlon. Quello che proprio non mi trova d’accordo sono gli animali nei programmi televisivi, è una violenza, come nel cinema: tenere gli animali in un ambiente sconosciuto, vincolati ai tempi di scena è complicato per gli addestratori e stressante per loro. Non parliamo quando sono usati in quegli show che propongono prove di coraggio, sono usati come oggetti da spettacolo.

C’è tra i tuoi animali uno di loro particolare cui sei un po’ più legato o che ti segue in tournée?
No, per me sono tutti uguali, solo che Rambo e Katia, i due chihuahua, sono i più portabili e tranquilli. Lupo per esempio, grande e grosso com’è, ha paura diKATIA__320x200 tutto. Basta un tuono e subito s’infila sotto le coperte con me. Sarebbe una cattiveria portarlo in viaggio.

In questi giorni sei presente al Festival del Film di Roma con la pellicola di Pupi Avati "Il grande cuore delle ragazze", ma nei tuoi progetti di lavoro futuri c’è qualcosa che comprende gli animali?
Sì, ho scritto la sceneggiatura di un film in cui credo molto: “L’uomo dei cani”.  E' la storia di un avvocato cui viene affidato il cane dell'ex moglie. Lui è un uomo che odia gli animali, ma poi questo cane lo conquisterà e dovrà ricredersi. Comincerà a raccogliere e salvare i randagi di strada e a vivere felice con loro fino a quando si trova a essere bersaglio di malavistosi che vogliono ucciderlo. E' una storia molto lunga e piena di colpi di scena, perfetta per farne una fiction in due puntate.

Se fossi un animale, quale saresti o vorresti essere?
Un orso, è un animale bello e forte e il suo aspetto simpatico ci fa dimenticare che per difendere i suoi piccoli e se stesso sa essere anche molto feroce. Una volta, allo zoo, stavo davanti al recinto degli orsi e ho assistito a una scena commovente. Era il momento del pasto e gli orsi per arrivare al cibo dovevano attraversare un ponticello. Nel gruppo c’era una vecchia orsa, un po’ malferma sulle gambe, beh, i più giovani le sono stati vicini e l’hanno sostenuta per aiutarla a passare il ponte. Veramente incredibile! Come faremmo noi con una signora anziana.

Grazie Andrea, è stato veramente piacevole parlare con te. I nostri lettori scopriranno dei lati della tua personalità che, come me, sicuramente non conoscevano.  Se gli animali ti hanno dato la serenità certo a loro tu dai tanto amore.

Foto:
dall'alto verso il basso una bella immagine di Andrea Roncato; 
da dx Elsa, Andrea, Rambo e Kevin;
Nerone il coniglio;
Elsa versione cow-girl;
La copertina del libro "Ti avrei voluto"
Lupo;
il cavallo Miky e infine Katia. 

Di seguito i testi delle due poesie di Andrea Roncato citate nell'intervista:

"Dedicata a un cane"
Se un giorno tu te neandrai non chiudere la porta e non salutarmi quando te ne andrai,
così io penserò che sei uscita un attimo e che ritornerai...
Ci sono persone come meteore:
ne vediamo la luce, ne sentiamo il calore,
poi se ne vanno lasciandoci una piccola bruciatura nel cuore...
Spesso ci appaiono fra i pensieri occhi che conosciamo bene,
occhi di persone care,
di vecchi amici, di amori perduti,
di chi se n'è andato prima che avessimo il tempo di farci perdonare qualcosa.
Fra tutti questi occhi ci sono anche gli occhi di un cane comprato per gioco ed usato come un gioco.
Occhi che cercano ancora quel padrone che non c'è mai stato e chiedono ancora quella carezza che non gli ho mai dato...

"Ti avrei voluto"
Ti avrei voluto piccolo per poterti abbracciare,
ti avrei voluto grande per potermi appoggiare,
ti avrei voluto d’inverno dietro a una finestra a guardare la neve che comincia a cadere,
ti avrei voluto con la pioggia di un temporale sotto le coperte in silenzio per sentirne il rumore,
ti avrei voluto dolce con i cani per poterli accarezzare e tenero coi vecchi per poterli amare,
ti avrei voluto cantare una canzone, farti addormentare e riprendere il sogno che ti aveva fatto svegliare,
ti avrei voluto di fianco a camminare tutti e due in silenzio cercando di capire quello che l’altro ha dentro e che non riesce a dire.
Ti avrei voluto il giorno che dovevi partire, per il piacere di vederti ritornare, ti avrei voluto il giorno che me ne dovrò andare, ti avrei voluto volere, ma quella volta non ti ho voluto.

 

 

PostHeaderIcon “Villa Carmen” una casa piena d’arte e quattro zampe

carmenEntrare nella casa di Carmen Russo e di suo marito, il coreografo Enzo Paolo Turchi, è come ritrovarsi in una dimensione dove la serenità e la gioia nasce dall’amore che qui umani e animali si scambiano con il linguaggio del cuore.
Appena suonato il campanello di “Villa Carmen” ci da il benvenuto un abbaìo festoso che annuncia l’arrivo di qualcuno. Il cancello si apre ed è proprio lei, la famosa show girl che con un sorriso aperto e cordiale invita ad entrare. La casa è grande e bellissima ma perfettamente integrata con la campagna romana da sembrare nata naturalmente da questa terra.
Ci accomodiamo in un salotto all’aperto dove a turno vengono a fare un saluto i dodici cani che vivono in questo paradiso come se sapessero che si parlerà di loro.

Come e quando si è formata questa tribù a quattro zampe che ora vive con te ed Enzo Paolo?
Enzo Paolo ed io amavamo ed avevamo cani ancora prima di incontrarci. Già a Genova, dove vivevo e sono nata, avevo un cucciolo di pastore tedesco che ho portato con me quando mi sono trasferita a Roma, all’Ogiata, una zona molto verde. Anni dopo ho conosciuto Enzo Paolo, anche lui aveva con se un mastino napoletano, un bastardino e un chihuahua. Ci siamo innamorati e abbiamo deciso di vivere insieme naturalmente con i nostri cani. Abbiamo scelto una residenza in campagna per sentire il contatto con la natura, per godere di una dimensione veramente a misura d’uomo. Il nostro grande amore per gli animali e il vivere in una grande casa con ampi spazi verdi ci hanno permesso di accogliere tanti trovatelli che abbiamo incontrato.  La più anziana del gruppo è Cassia, una labrador di 18 anni che abbiamo trovato mentre vagava da sola sulla Cassia bis e per questo l’abbiamo dato questo nome.  Nel tempo ne abbiamo incontrati tanti altri e non abbiamo mai potuto  far finta di non averli visti e così la famiglia è cresciuta. In alcuni periodi siamo arrivati sino a trenta cani, ora sono solo dodici, ma domani chissà? E’ estate e gli abbandoni in questo periodo sono tanti e allora se incontrassimo un cane lasciato in strada diventeremmo tredici, un numero fortunato!-0225_320x200

Molte persone affermano di volere tanto un cane, magari di adottarlo in un canile, ma per una casa troppo piccola o per gli impegni di lavoro preferiscono non prenderlo perché, dicono, il cane soffrirebbe. Che ne pensi?
Certo un giardino, uno spazio verde è l’ottimale, anche per noi umani è meglio avere una casa  confortevole invece di una stamberga ma la cosa più importante è chi ci sta vicino, perciò anche in un piccolo appartamento un cane può essere felice perché quello di cui ha veramente bisogno è l’affetto, il un rapporto di fiducia con il suo amico umano a cui darà sempre un amore incondizionato. Magari eviterei di scegliere una grossa taglia a pelo lungo optando per un cane piccolo/medio a pelo raso più facile da accudire, fermo restando che anche un chihuahua, come qualsiasi cane, deve regolarmente uscire per le sue “passeggiatine”.

Dalle tue parole si capisce che sai bene che avere un cane significa impegno e disponibilità, trovate tu ed Enzo Paolo, nonostante i vostri impegni artistici, il tempo per  occuparvi personalmente dei vostri animali?
Certamente! Dividiamo con loro tutto il tempo libero, ad ognuno riusciamo a dare coccole e attenzioni. Quando ci assentiamo li affidiamo alle cure di persone fidate che li conoscono e già ogni giorno ci aiutano per dare loro da mangiare, per fare la spesa all’ingrosso e per assicurarci che non gli manchi nulla.

E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Prato vuole consentire agli anziani di portare nelle case di riposo i loro animali da compagnia. Che ne pensi?
Fantastico! La compagnia e ilprendersi cura di un animale può far sentire un anziano ancora utile, importante per qualcuno,  sia che non abbia nessuno o anche quando i figli nonsiano molto presenti nella sua vita. Il suo quattrozampe gli sarà sempre riconoscente e ricambierà l’affetto che riceve.

Pensi sia giusto conseguire un “patentino” per i proprietari di cani impegnativi?
Se il patentino servirà ad insegnare al proprietario a rispettare il suo cane sono d’accordo perché non esistono razze pericolose ma solo persone che non sanno educare il proprio cane o lo considerano un arma di difesa e di attacco. Ai giovani, anzi ai bambini nelle scuole si dovrebbe insegnare l’importanza del rapporto tra esseri umani e animali. Devono imparare che anche nell’epoca di internet il rapporto con la natura resta la base della nostra vita. Molti bambini sfuggono gli animali  perché qualcuno gli ha detto che possono portare malattie o addirittura mordere, mentre è importante provare e capire cosa significa realmente avere un contatto con loro. Conoscere gli animali, capire che anche senza parole ci possono insegnare molto, non ci permetterà poi di far loro del male o abbandonarli. A Napoli io sono stata testimonial di un associazione di volontari che si chiama "Fiocco azzurro" e che, all'interno delle strutture scolastiche, si occupa di insegnare ai giovani l'importanza del rapporto tra gli esseri umani e gli animali.

Pensi che dedicare le proprie risorse materiali e morali alla tutela degli animali invece che agli umani sia una scelta criticabile?
Ognuno indirizza il suo impegno come vuole, questo non impedisce agli altri di fare scelte diverse. In una società dove tutti hanno bisogno è un po’ come dividersi i compiti. C’è giustamente chi si occupa di bambini, di anziani, di chi vive nell’indigenza e invece altri si rivolgono agli animali. E' giusto che sia così. Ma l'amore per gli animali ci apre il cuore a tutte le richieste di aiuto e ci insegna il rispetto per la vita.

Enargy_320x200Voi dividete equamente l’amore tra tutti i vostri cani ma c’è qualcuno di loro che considerate speciale?
E’ vero, noi li amiamo tutti nello stesso modo e loro ci ricambiano con la stessa intensità. Certo c’è chi è più presente. Per esempio Energy è quello che ci segue più spesso. Lo abbiamo chiamato così perché ce l' hanno affidato nella palestra-accademia di danza “Energy Planet”  che avevamo a Napoli. Energy adora venire in moto con noi ed è anche un vero “animale da palcoscenico”. Se capita che mi segua su un set per un servizio fotografico, basta che senta il clik della macchina fotografica e si mette in posa e non si può negare che anche le telecamere abbiano su di lui un grande fascino. Durante gli spettacoli aspetta tranquillo in un angolo del palcoscenico e non si muove fino alla fine. Ora sua nipote Chicchirichì, che gli somiglia molto, sta seguendo le sue orme: ha imparato a viaggiare con ogni mezzo e a muoversi con disinvoltura nel mondo dello spettacolo.Così quando Energy sarà più vecchietto e preferirà restare a casa, la presenza di Chicchirichì ce lo farà sentire sempre vicino. E poi c’è George (un chihuahua a pelo lungo) che sta sempre con noi e ci sta così rilassato che si addormenta in braccio mentre cammino o nei giubbotti se siamo in moto, veramente incredibile!

So che te ed Enzo Paolo avete molti progetti di lavoro di cui, per scaramanzia, non parliamo, ma hai mai pensato a un programma sugli animali?
Certo sarebbe bellissimo, potrei dare il meglio di me perché la televisione e gli animali sono le mie passioni. Non vorrei un programma dove presentare solo teneri cuccioli ma una trasmissione che parli scientificamente di  animali e dei loro comportamenti mettendo in evidenza come la loro compagnia sia preziosa per bambini e adulti, soprattutto in situazioni difficili. La pet therapy ci dimostra quanto gli animali possono fare per noi.

Tu e tuo marito avete sempre dato la vostra disponibilità per campagne e petizioni animaliste, c’è qualcosa che ancora vorreste fare?
Vorrei continuare a promuovere la cultura dell’amore per gli animali nelle scuole, chi fin da piccolo ha imparato guardare un cane negli occhi, non avrà mai il coraggio di abbandonarlo. Poi il mio  sogno sarebbe creare un centro dove accogliere gli animali abbandonati e contemporaneamente una struttura per ospitare in pensione i cani quando i proprietari si devono assentare. La gente conosce il mio amore per gli animali e sono sicura che di me si fiderebbe. Ho già in mente il nome: “L’Isola Felice”. Un progetto nel cassetto che un giorno realizzerò.01_copia_320x200

Se fossi un animale quale vorresti essere?
Per una come me che è sempre circondata da cani la risposta più logica sarebbe scegliere di essere un cane. Invece no! Io vorrei essere un cavallo. E’ l’animale che identifico con la libertà e io amo la libertà!

Carmen si allontana un attimo per rispondere ad una telefonata, ne approfitto per scambiare due “abbaiate” con i suoi protetti pelosi.

Ragazzi, ragazze, venite qui e ditemi siete molto felici qui? Cosa rappresentano Carmen e Enzo Paolo per voi?
Siamo felicissimi!! Non solo per tutto quelle che abbiamo ma soprattutto perché ci sono Carmen e Enzo Paolo. Per molti di noi averli incontrati ha significatola salvezza. Non lo sai che un cane abbandonato raramente sopravvive e se gli va bene rischia di finisce in canili che sembrano carceri e di passarci tutta la vita se non trovano qualcuno che li ami e li adotti? A volte quando pensiamo ai nostri simili meno fortunati proviamo una grande tristezza. Ci dovrebbero essere più esseri umani come i nostri Carmen ed Enzo Paolo. Il mondo sarebbe migliore!

Le Foto:
dall'alto verso il basso
una bella immagine di Carmen Russo e l'inseparabile George;
Carmen e Enzo Paolo Turchi con Chicchirichì e sotto con il temerario Energy e infine un primo piano di Carmen e George 


 

 

 

PostHeaderIcon Marcello Cirillo: una vita tra 7 note e 5 cani

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Marcello Cirillo, ormai volto noto della  televisione, conduttore con Giancarlo Magalli, Adriana Volpe e Paolo Fox della seguitissima trasmissione “I Fatti Vostri”, è soprattutto un vero musicista, completo molto apprezzato e amato dal pubblico.Ma la grande notorietà che dagli anni ’80 ad oggi, sempre in crescendo, lo accompagna è legata al suo naturale entusiasmo, simpatia e disponibilità.Una disponibilità che ha dimostrato nel voler parlare con noi di una delle sue molte passioni: gli animali.Marcello vive con la moglie Antonella e le figlie Maria Elisa e Maria Sofia in una zona residenziale della campagna a nord di Roma, dove il verde e gli spazi aperti fortunatamente non mancano perché della famiglia fanno parte anche i suoi cinque cani.

 

Come è cominciata la sua avventura con i cani, chi è stato il primo?
Il mio primo cane è stato Riccardo, gli ho dato il nome di un mio carissimo amico, proprio perché penso che un cane è veramente come il migliore degli amici.

E gli altri come sono arrivati?
Si può veramente dire che sono arrivati! Nessuno dei miei cani è stato comprato, si sono fatti trovare da noi mentre vagavano spersi lungo una strada, fuori dal cancello di casa o con negli occhi la voglia di una famiglia nei canili. E così ora siamo a cinque.

E come si chiamo questi 5 fortunati?
Ho continuato a scegliere nomi “umani”. C’è Gastone, Edoardo, Arturo, Meggie e Lulù, la mia fidanzata.EDOARDO_320x200

Come fidanzata?
Si, sono sicuro che Lulù non mi vuole bene come gli altri, lei proprio mi ama. Quando sono a casa, anche se non è piccola, è tipo un golden retriever , si intrufola davanti a tutti, si mette vicino a me e mi guarda per ore con l’espressione di un’innamorata. Per questo la chiamo la mia fidanzata.

lulu_320x200Lulù che cos’è questa storia che pensi di essere la fidanzata di Marcello, veramente sei innamorata di lui?
Si è vero sono proprio innamorata, ma anche lui sono certa è innamorato di me, mi accarezza sempre!

Lei ha due figlie, crede che crescere con gli animali sia un vantaggio per i bambini?
Certamente, imparano a conoscere e a voler bene anche a chi è diverso, a prendersene cura e a  rispettarlo. L’ultimo arrivato  dei nostri cani l’ha trovato mia figlia poco lontano dal cancello di casa e anche se sapeva che ne avevamo già quattro non ha esitato a portarlo a casa. Dove c’è posto
per quattro c’è posto anche per cinque.
 

E voi, Gastone, Edoardo, Arturo, Meggie e Lulù che ne dite, c’è posto per tutti?
Noi siamo molto fortunati qui lo spazio non manca davvero! Potrebbe arrivare anche qualche nuovo amico…

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A proposito di spazio, molte persone che vivono in città, dicono di non poter prendere un cane, anche se lo vorrebbero tanto, perché in appartamento soffrirebbe. Che ne pensa?

E’ logico che avere a disposizione uno spazio verde per un cane è una meraviglia. Ma anche un piccolo appartamento è meglio della strada o del box di un canile. Gli animali si abituano alle diverse situazioni, l’importante per loro è sentirsi amati. Forse siamo noi umani che non vogliamo fare rinunce.

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La sua è una vita piena di impegni, trova il tempo per stare con i suoi cani?
Il tempo per loro lo trovo sempre, per un po’ di coccole, per giocare per ricordargli che gli voglio bene.

Siete soddisfatti del vostro amico ragazzi? Vorreste stare più tempo con lui?Certo che vorremmo stare sempre insieme. Ma lui è il capo branco, pardon, capofamiglia e ha tanti impegni, ma quando sta con noi sa come farci veramente felici.

Oltre al suo impegno televisivo, lei fa spettacoli, tournée, le è mai capitato di portare con se uno dei suoi cani?
Una volta non potendo lasciarlo ho portato come Riccardo, il mio primo cane. Lui , forse un po’ spaesato è stato buonissimo ma io non stavo bene. Non mi piace la spettacolarizzazione  degli animali in nessun contesto.

Crede che l’amore per gli animali distragga da quello verso gli uominiarturo1_320x200No assolutamente. Eccetto per atteggiamenti estremizzati o di persone molto sole che sul proprio compagno a quattro zampe riversano tutto il loro potenziale affettivo, credo che si possa amare tutto e tutti con la stessa passione.

Ed è la passione per la musica e per i giovani che  ha portato Marcello a dar vita alla “Bottega del Suono” una scuola di musica che offre ai ragazzi non solo la possibilità di avvicinarsi professionalmente alla musica, ma è diventata anche un punto di aggregazione solido e importante che li tiene lontani da altre pericolose distrazioni, impegnandoli e accrescendo il loro interesse.E’ con parole piene di entusiasmo che Marcello ne parla:”La scuola,  è al centro della mia vita, ho deciso di aprirla  a Formello  per offrire uno spazio speciale ai  giovani. Ogni giorno incontro decine di ragazzi con i loro sogni, le loro paure e la maestosa gioia di vivere. E’ un modo per sentirmi vivo e trasferire la mia esperienza musicale in un momento di vuoto ideologico per i ragazzi che cercano, affamati, delle risposte!"


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Grazie Marcello!

Le foto:
Dall'alto verso il basso
una bella foto di Marcello, Edoardo, Marcello e la "fidanzata" Lulù, Maggie, Marcello e Arturo e in basso Marcello tra gli allievi de "La Bottega del Suono"

 

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