Il 25 novembre si è celebrata la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Certamente non basta un giorno per capire e sconfiggere le motivazioni che portano alla sopraffazione di un essere più debole da parte di chi si sente onnipotente ma una cosa è certa, chi maltratta un animale può maltrattare anche una donna.

Esiste una correlazione diretta tra gli episodi di violenza contro le donne e quelli contro gli animali. A sostenerlo sono recenti studi pubblicati negli Usa e in Spagna, i quali hanno evidenziato che chi maltratta un animale tende a ripetere lo stesso gesto anche sulle donne. I dati sono preoccupanti. Secondo fonti americane riprese da Link Italia – gli Stati Uniti hanno dedicato particolare attenzione allo studio del fenomeno – più del 70% delle donne che hanno denunciato maltrattamenti ha segnalato che i loro aguzzini, la maggior parte dei quali si nasconde proprio tra le “mura domestiche”, o hanno esercitato violenza sui loro animali o hanno minacciato di farlo. Comportamenti poi assimilati anche dai figli, poiché il 30% delle madri maltrattate ha riferito che essi hanno, a loro volta, ferito o ucciso animali domestici. Ma non è tutto. Infatti, come riportato da Link Italia, il 40% delle donne maltrattate sostiene di essere stato obbligato a prendere parte ad atti sessuali con animali, mentre il 15% degli stupratori ha commesso abusi sessuali anche sugli animali. «I dati parlano chiaro», commenta Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa, che prosegue: «denunciare il maltrattamento contro gli animali è un atto di civiltà che non riguarda solo loro ma può contribuire a prevenire episodi di violenza simili anche ai danni delle donne. Infatti, proprio in ambito domestico si riscontrano violenze nei confronti delle donne e degli animali. E’ giunto il momento di invertire la rotta e mettere fine a questi atti di brutalità che non conoscono confini di specie.»

Fonte: www.enpa.it

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