Oggi è il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,una violazione dei diritti umani e una conseguenza della discriminazione nei confronti delle donne, nella legge e anche nella pratica, nonché delle persistenti disuguaglianze tra uomini e donne.§
Tuttavia, questo tipo di violenza non è inevitabile, ma la prevenzione è possibile ed essenziale. Prevenire e contrastare la violenza su donne in molti casi si può, bisogna riconoscere gli indicatori predittivi. Tra questi, il maltrattamento degli animali è spesso il preludio al salto evolutivo del maltrattamento verso gli esseri più deboli come donne e bambini.
C’è un collegamento, un link, in termini di predicibilità, tra i maltrattamenti animali e ogni altro reato. E’ stato cioè dimostrato, prima negli Stati Uniti e oggi finalmente in Italia, che chi compie reati in danno agli animali (maltrattamento, uccisione) è incline a ripetere tali atti criminali anche sulle persone più fragili.
Se ad esempio si considera la violenza domestica, il più del 70% delle donne vittime di abusi ha denunciato che i loro aguzzini avevano compiuto atti di crudeltà sugli animali o avevano minacciato di compierli e che più del 30% delle madri maltrattate ha segnalato analoghi comportamenti messi in atto a danno degli animali domestici. Link Italia e il Nirda del Corpo Forestale dello Stato (Nucleo Intervento Reati in Danno agli Animali) hanno accertato ben in quasi 1000 casi la correlazione tra reati contro gli animali, crimini contro le persone e crimini di varia altra natura.
Questo significa che il maltrattamento e l’uccisione di animali rappresentano importanti spie d’allarme, e che attraverso la prevenzione e la repressione di questi reati, non si garantisce soltanto la necessaria tutela degli esseri senzienti non umani, ma si proteggono anche le donne.
Ogni singolo caso di animalicidio o di maltrattamento affrontato con la massima considerazione, può fermare oggi un maltrattatore di animali, domani un femminicida.

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