Tre orsi bruni europei vittime di un passato di persecuzioni e maltrattamenti, detenuti per anni a Joniskis, in Lituania, saranno ospitati nel centro visite del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) a Pescasseroli. Un’operazione preparata con cura da una rete internazionale superando difficoltà dovute soprattutto all’emergenza Coronavirus. Una “missione di salvataggio, possibile grazie alla preziosa collaborazione di realtà associative e istituzionali italiane ed europee”, che per il Pnalm “è un piccolo miracolo”. I tre plantigradi, un maschio di circa 10-15 anni e due femmine, una di quasi 30 anni, l’altra di oltre 10, sono stati sequestrati a un circense in Lituania che li sfruttava facendoli esibire nei circhi e li deteneva in ricoveri senza finestre, con recinzioni fatiscenti, inferriate arrugginite. Nel 2017 è entrata in vigore in Lituania una legge nazionale a tutela degli orsi. Fu durante un’operazione di trasferimento di un altro orso illegalmente detenuto che il team veterinario dell’associazione “Salviamo gli Orsi della Luna” trovò gli animali in pessime condizioni. In seguito a una denuncia e al successivo sequestro si è messa in moto la macchina internazionale che è riuscita ad attivare tutte le procedure per realizzare il trasferimento. Hanno collaborato attivamente, oltre al Pnalm, l’associazione “Salviamo gli Orsi della Luna”, che ha sede a Genova, il ministero dell’Ambiente lituano, l’organizzazione lituana “Gyvunu Teisiu Apsaugos Organizacija”. Si sono inoltre adoperati la Fondazione italiana Capellino, anch’essa con sede nel capoluogo ligure, che ha contribuito coprendo le spese di trasporto, e la commissione scientifica Cites. Il direttore del Pnalm, Luciano Sammarone, sottolinea che i tre orsi bruni europei in nessun modo entreranno in contatto con la popolazione di orso bruno marsicano: saranno sterilizzati e custoditi in un’area appositamente costruita. (ANSA).

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