In un quartiere collinare di Livorno, città dove quattro anni fa fu ucciso Snoopy mentre si trovava sul balcone di casa sua, tre cani di proprietà sono stati ritrovati morti in fondo a un pozzo: con tutta probabilità sono stati picchiati e poi avvelenati. La macabra scoperta è stata fatta dal proprietario quando, rientrando a casa, non ha trovato i suoi sei cani. Perlustrando il giardino si è accorto di una parte di recinzione tagliata e così ha iniziato a cercare nei dintorni, trovandone tre vivi ma spaventati e feriti e poi il drammatico rinvenimento. “Ormai notizie di questo genere sono così frequenti e raccapriccianti che sembra di assistere a un pessimo film horror, ma purtroppo è la dura realtà – dichiara in un comunicato Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection -. Come si può arrivare a forzare la recinzione di una proprietà privata e prendere i cani per seviziarli e avvelenarli? Il livello di lucidità e predeterminazione con cui è stato commesso questo orrendo crimine è davvero inquietante. A Livorno c’è una persona estremamente pericolosa che va in giro a piede libero, pronta a fare del male ad altri esseri viventi di qualunque specie, anche umana”.
“Come sempre accade in questi casi, il proprietario ha sporto denuncia contro ignoti e Lndc si unirà alla denuncia ma il rischio di archiviazione è molto alto se le indagini non permetteranno di trovare delle tracce da seguire per identificare i responsabili. Per questo motivo è importante che chiunque abbia informazioni utili collabori perchè non si può voltare la testa dall’altra parte davanti a queste atrocità, continua Rosati. “Mi auguro che gli inquirenti vadano fino in fondo alla vicenda e facciano tutto il possibile per risalire al mostro che ha ucciso senza pietà queste tre creature innocenti. Allo stesso tempo, rinnovo il mio appello alla politica affinchè tutti i proclami su leggi più severe per questi reati si tramutino in azioni concrete. Si fa un gran parlare di sicurezza in questo periodo, ma finchè queste persone violente non vengono fermate nessuno è al sicuro”, conclude Rosati.

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