In questo periodo di grande crisi economica, è vero che Governo e Amministrazioni Locali sono pronti a mettere in campo nuove tasse pur di far cassa, ma che si arrivasse a far pagare anche per gli animali da compagnia nessuno lo aveva pensato. E ha fatto bene.
Una notizia di questi giorni sta circolando sul web annunciando che il Governo Monti avrebbe in animo di imporre una tassa sugli animali domestici scatenando le ire e le proteste dei proprietari di animali. Già sotto il precedente Governo Berlusconi si era ventilata la possibilità che l’Agenzia delle Entrate potesse inserire nel redditometro come beni di lusso gli animali da compagnia e le spese veterinarie sostenute per curarli, anche in quel caso l’opinione pubblica aveva condannato l’iniziativa. Il presidente dell’associazione nazionale medici veterinari, Marco Meloni era sceso in campo per spiegare come gli animali domestici rappresentassero più un bene psicologico per le famiglie che non un lusso, in particolare per gli anziani soli e indigenti. Secondo il dottor Meloni le famiglie con un animale, soprattutto se adottato in un canile o preso dalla strada, sarebbero meritevoli di un contributo e non certo di una tassa quando, pur faticando ad arrivare alla fine del mese, non abbandonano il loro amico a quattro zampe.
La notizia secondo cui il Governo starebbe valutando la tassa dopo aver suscitato un putiferio su Twitter e Facebook è circolata su molti blog, ma fortunatamente alla luce dei fatti si è rivelata un fraintendimento se non una bufala. L’idea di tassare gli animali domestici era solo una precedente proposta del Governo Berlusconi prontamente accantonata.
Qualche giorno fa un’associazione animalista ha nuovamente fatto circolare la notizia sul web suscitando ancora una volta la ridda di commenti indignati. Per ora, almeno, si può stare tranquilli, la tassa sugli animali non è in programma. 

Categorie: News dal Mondo