L’estrema ondata di caldo che sta colpendo l’Australia è responsabile di una moria di cavalli selvaggi. Circa 25 cavalli in vari stati di decomposizione sono stati scoperti disseminati lungo una fascia di 100 metri di una pozza d’acqua chiamata Deep Hole, a 20km dalla comunità remota di Santa Teresa. L’area ha battuto il record di temperature di oltre +42°C per 12 giorni e oggi, 23 gennaio, ad Alice Springs sarebbe il 13°.
Ralph Turner, artista e attivista australiano, si è imbattuto nella lugubre scena quando si è recato sul luogo per valutare come l’ondata di caldo avesse influenzato i livelli d’acqua della pozza. Ha dichiarato che è stata la prima volta in cui ha visto una cosa del genere: “Abbiamo trovato tutti questi poveri cavalli, tutti morti. Abbiamo avuto molto caldo, giorno dopo giorno. Non riuscivo proprio a credere che qualcosa del genere fosse successa proprio lì, è la prima volta che succede qualcosa di simile”.
L’entroterra desertico del Paese, il Red Centre, sta soffocando sotto gli effetti di un’ondata di caldo senza precedenti per gran parte dell’estate. Ad Alice Springs, a circa 80km da Santa Teresa, l’aeroporto della città ha eclissato la sequenza più lunga di giorni con temperature superiori a +42°C dal 1940. Rohan Smyth, manager di marketing e comunicazioni di Santa Teresa, ha dichiarato che le temperature nella comunità sono state di 5°C più alte che ad Alice Springs: “I cavalli selvaggi sono andati laggiù alla ricerca dell’acqua che c’è lì normalmente e che invece non c’era, quindi essenzialmente non hanno avuto nessun posto in cui andare. E purtroppo sono morti di disidratazione e di caldo, quindi è tutto molto scioccante”.
I residenti di Santa Teresa hanno una lunga e forte connessione con i cavalli, una specie introdotta in Australia che fa parte della storia degli allevatori di bestiame dell’area e che è utilizzata anche per corse locali. Smyth ha dichiarato che molte persone nella comunità sono ora “profondamente preoccupate del benessere della popolazione locale di cavalli selvaggi”. “Sono animali selvaggi, quindi essenzialmente non hanno un impatto sull’ambiente e utilizzano le risorse che altri animali potrebbero usare. Ma è davvero orribile sapere che hanno dovuto soffrire in questo modo estremo”, ha concluso.
L’ondata di caldo ha colpito anche altri animali nell’area. Turner dichiara di aver sentito parlare di una moria di cammelli vicino alla comunità di Docker River.
E purtroppo non sembra essere finita qui. I modelli indicano che il caldo persisterà fino a domenica 27 gennaio con temperature comprese tra +45 e +48°C. Dalla prossima settimana finalmente il caldo si ridurrà di qualche grado e i valori non dovrebbero più superare i +45°C. (meteoweb.it)

 


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