«Con la sospensione dei finanziamenti alle ricerche scientifiche che prevedono l’uso degli scimpanzé, definito “non necessario nella maggior parte dei casi”, un’agenzia governativa – la statunitense Nih (National Health Institute) – ha finalmente riconosciuto la validità dei metodi sostitutivi.» Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali, secondo cui la posizione del National Health Institute, pur presentando ancora molti limiti, è comunque un importante passo avanti per lo stop all’impiego degli animali per la sperimentazione. «I limiti sono legati da un lato alla discriminazione specista tra i primati e le altre specie animali segregate nei laboratori, dall’altro all’affermazione che gli esperimenti sugli scimpanzé continuano ad essere validi per alcuni filoni di ricerca, “almeno fino a quando le tecniche alternative già scoperte non avranno una maggiore diffusione” – prosegue l’Enpa -. Tuttavia, l’Institute of Medicine, quando riconosce l’efficacia dei modelli sostitutivi, fa propria la posizione di numerosi autorevoli ricercatori e delle associazioni animaliste, i quali da tempo sostengono che gli esperimenti sugli animali, oltre ad essere di una crudeltà inaudita, sono anche inutili e controproducenti.» «Naturalmente – conclude la Protezione Animali -, i limiti individuati National Health Institute non hanno alcuna valida ragione di esistere: gli strumenti scientifici e tecnologici già oggi disponibili permetterebbero di salvare la vita a milioni di animali e di mettere a punto terapie molto più efficaci delle attuali proprio perché sviluppate a partire dal Dna dell’uomo, e non di un animale.» 

Fonte: www.enpa.it

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