E’ stata sospesa dalla Regione l’autorizzazione per il trasporto dei cani rilasciata al furgone dell’associazione animalista Aivac, una associazione non riconosciuta ma attiva sul territorio e gestita dal compagno della affidataria degli animali del canile municipale di Palermo.
L’affidamento degli animali del canile municipale era stato arrestato dal presidio degli animalisti una decina di giorni fa, davanti ai cancelli del canile di Via Tiro a Segno già dal mattino. Da lì a poco, le proteste per fermare la tratta, si sono fatte sentire da tutta Italia. I poveri quattro zampe, già stipati dentro al furgone della “finta animalista”, avrebbero dovuto spostarsi verso destinazioni ancora ignote e al prezzo di 400 e passa euro l’uno. Un business che suscitava dubbi su traffici illegali non ultima la sperimentazione animale.
“La Regione sta lavorando a un provvedimento – spiegano dall’assessorato regionale alla Salute – che regolamenti questi trasporti, al momento un fenomeno non controllato non solo per quanto riguarda l’Aivac, ma per tutti i soggetti che trasportano gli animali verso il Nord con le navi o con i furgoni”. “I cani affidati alle associazioni animaliste in modo diretto – dice il dirigente del canile municipale – non prevedono nessun controllo, se non la voltura, una volta a destinazione, della proprieta’ dell’animale. Quelli soggetti a incentivo comportano un controllo per un interno anno sull’affido dell’animale”.
Nel frattempo gli attivisti per scongiurare il ricordo di cani rinchiusi per ore e ore dentro le gabbie impilate nel furgone in attesa che fosse stabilito il loro destino, ora che il pericolo si può dire scongiurato salvo ripensamenti, hanno lanciato un appello: adottatate questi cani. Per chi fosse interessato ad adottare un cane del Canile di Palermo: adozionicanilepalermo@gmail.com
Il canile di Palermo che ha conquistato le prime  pagina soltanto in questi giorni, per l’ormai nota vicenda della mancetta di 480 euro per l’affidamento dei cani – senza controlli e senza garanzie – in realtà è un problema che arriva dal lontano.
Arriva, per la precisione, dal 2012 quando il Comune di Palermo diede il via libera alla ristrutturazione di una struttura fatiscente. Ma, e questo era il grande problema, gli interventi non sarebbero potuti iniziare sino a quando i box della struttura non fossero stati liberati dagli animali.
Per questo, in quel periodo, l’amministrazione comunale di Palermo contattò l’Ente Nazionale Protezione Animali chiedendo un supporto in tal senso. Venne quindi stipulata una regolare convenzione con il Comune, in virtù della quale alcuni animali venivano temporaneamente affidati all’associazione, che li avrebbe tenuti per tutto il periodo necessario alla ristrutturazione del canile.
Così fu. Enpa prese in carico alcuni animali e li portò presso una delle proprie strutture in Nord Italia.
Da allora è passato quasi un lustro ma la situazione è sempre la stessa: il canile deve essere ancora ammodernato e i box sono ancora pieni. Persino quelli che Enpa aveva liberato cinque anni prima e che, evidentemente il Comune ha riempito con nuovi arrivi.
I cani di cui Enpa si era fatta carico vengono tuttora accuditi dall’associazione. Non tutti però. Perché molti di loro fortunatamente sono stati dati in adozione, malgrado gli ostacoli e le difficoltà frapposte per chissà quale motivo dall’amministrazione comunale.
L’Ente Nazionale Protezione Animali – CHE NON HA MAI AUTORIZZATO TERZI ALL’UTILIZZO DEL PROPRIO LOGO PER TRASFERIMENTI DI ANIMALI E CHE HA INVIATO DIFFIDE FORMALI IN TAL SENSO A CHI È STATO SORPRESO A UTILIZZARE ILLEGITTIMAMENTE LE PROPRIE INSEGNE – auspica che il canile possa quanto prima trasformarsi in una struttura modello, in un punto di riferimento per l’isola, ma ribadisce la più assoluta contrarietà a bandi che incentivano le adozioni attraverso elargizioni economiche, senza che sia previsto alcun controllo pre o post affido, e senza che venga fornita alcuna garanzia circa la salute e il benessere psico-fisico degli animali presso i loro adottanti.
La via maestra per prevenire e contrastare il randagismo passa non dalle mancette una tantum ma dalle sterilizzazioni, dalle adozioni e dalla sensibilizzazione dei cittadini.
Anche su questo Enpa, con grande senso di responsabilità ha dato il suo contributo in Sicilia, sterilizzando con RISORSE PROPRIE, grazie al progetto Rete Solidale, ben 710 cani e trovando casa a più 1.650 animali. L’associazione è inoltre riuscita a sottrarre 90 cani da situazioni di grave disagio e a completare con successo un percorso di recupero comportamentale per altri 100.
Tutto questo accadeva nel solo 2016 mentre, presumibilmente, il Comune di Palermo ancora discuteva sull’inizio di lavori decisi cinque anni prima.  

Categorie: News dal Mondo