Riccardo Cesini aveva 36 anni. Nella vita la sua grande passione era lo sport, praticato anche a livelli agnostici. Ad Ancona – la sua città – era noto per essere stato il capitano della squadra di pallanuoto, la Vela Ancona, nelle cui fila aveva militato a lungo. Del resto, con l’acqua, Riccardo aveva un legame speciale, era il suo elemento naturale. Difatti, non amava solo la pallanuoto ma aveva una passione viscerale anche per la vela. Neanche due anni fa, con il “suo” Swan 42, un’imbarcazione disegnata e progettata per le competizioni velistiche, di cui era membro d’equipaggio, il giovane anconetano si era laureato campione del mondo.
Era il 2017. Quel giorno non avrebbe mai potuto immaginare che non ci sarebbe stata una seconda volta; che a così breve distanza da quella gioia immensa per lui tutto sarebbe finito. La vita del ragazzo è scivolata via una mattina di fine marzo, nel 2018. Si trovava a Santa Margherita Ligure per accompagnare un amico a una regata, quando ha avuto un malore. I soccorsi sul posto, la corsa a Savona, l’intervento d’urgenza. Per lui non, contro quell’aneurisma, c’è stato nulla da fare.
Riccardo se ne è andato per sempre, in punta di piedi, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei suoi cari. I familiari, certo, ma anche gli amici e i colleghi. E di amici il giovane velista doveva averne molti e con un cuore profondo quando il mare. Perché loro, pochi giorni dopo l’improvvisa scomparsa, hanno deciso di onorare la memoria del ragazzo con una donazione che Enpa è stata onorata di accettare.
Così, oggi il ricordo di Riccardo sopravvive anche nei tanti animali, cani, gatti e non solo, che quella donazione ha permesso di aiutare, coccolare, assistere. E in molti casi anche di salvare.

Ciao Riccardo, grazie per l’esempio che hai saputo dare.

 

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