Se oggi la fiducia dell’opinione pubblica nella scienza, nella ricerca e in chiunque sia portatore di un pensiero tecnico-scientifico, è messa in discussione, la causa è da ricercare anche negli esperimenti “Frankenstein” sugli animali. Alla base dei quali c’è l’evidente tentativo di semplificare la complessità degli esseri viventi, uomini e animali, trovando una origine genetica anche alle manifestazioni patologiche più strettamente legate alla sfera psico-affettiva. «La clonazione delle “scimmie insonni”, avvenuta in Cina, rappresenta – spiega Enpa – il paradigma di questa visione meccanicistica e al contempo la prova più lampante dell’inutilità, oltreché della crudeltà, della sperimentazione sugli animali».
Equiparare – con un vero salto di specie – l’insonnia delle scimmie a quella dell’uomo, ma anche ridurre le disfunzioni del ciclo circadiano ai soli fattori genetici, è una fuorviante semplificazione a danno di quei fattori psicologi, affettivi, culturali e ambientali che, spesso, sono i principali responsabili dei disturbi del sonno. Ad esempio, le scimmie clonate non potranno mai spiegare come influiscono sul nostro ciclo circadiano quei fattori competitivo-prestazionali così diffusi nelle nostre società, né potranno mai chiarire quanto incidano lo stress di una quotidianità sempre più frenetica o i disturbi dell’umore e della personalità. E non potranno neanche spiegare il ruolo delle variabili culturali; del perché in alcuni Paesi tenda a dormire di più e in altri di meno. «La sperimentazione animale e la visione meccanicistica ad essa sottesa – prosegue Enpa – sono un freno al progresso della ricerca scientifica e della scienza medica proprio perché tendono a restringere il campo di analisi di un fenomeno. Con risultati che non sono neanche trasferibili dal modello animale a quello umano».
C’è anche questo alla base della crisi di fiducia che il metodo scientifico sta vivendo in questi anni. Il ricorso al “fai da te” diventa così una reazione di fronte a un modo di fare ricerca che, come dimostra anche il caso delle due gemelle cinesi con DNA modificato, appare sempre più svincolato dall’etica e sempre più lontano dalla complessità dell’uomo. Il quale, va ricordato, è anche il frutto dei rapporti sociali, delle interazioni con l’ambiente, del proprio vissuto.

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