Sensori acustici, telecamere a raggi infrarossi, sistemi di riconoscimento facciale e software che trasmettono dati, in tempo reale, ai guardiani di parchi e riserve naturali: l’intelligenza artificiale e’ il nuovo alleato della natura per contrastare la caccia abusiva agli animali, smascherare i cacciatori e indirizzare i rangers la’ dove c’e’ bisogno di loro. Lo annuncia in una nota l’AGI.
Secondo il Wwf (World Wildlife Fund), il mercato illegale ha raggiunto un giro d’affari di 20 miliardi di dollari l’anno, contribuendo alla drastica riduzione di molte specie. Stando agli indici del Living Planet del Wwf, negli ultimi cinquant’anni si e’ registrato un calo mondiale del sessanta per cento dei vertebrati, dai mammiferi agli uccelli, dai rettili ai pesci e anfibi, con una riduzione drastica soprattutto ai tropici. Nonostante la politica di protezione di alcune specie, dalle tigri ai rinoceronti neri, i cacciatori continuano a uccidere. Ma qualcosa sta cambiando. Google, Intel, Zsl, Microsoft, Inmarsat e Iridium stanno mettendo a disposizione tecnologie e conoscenze per proteggere la natura. Uno di questi strumenti e’ il riconoscimento facciale sviluppato da Google, in grado di individuare i cacciatori di giorno e di notte. E’ studiato per essere operativo anche in quei parchi africani dove non c’e’ copertura di rete mobile. Si chiama Instant Detect e trasmette immagini attraverso un sistema radio a una postazione base e da qui rilanciate via satellite alla centrale. E’ stato testato per proteggere i pinguini in Antartide, gli orsi canadesi, elefanti e rinoceronti keniani e pappagalli notturni australiani.
In alcuni casi, la ricca vegetazione ha creato problemi all’identificazione dei cacciatori, ma i tecnici stanno gia’ lavorando agli aggiornamenti. Le immagini fotografiche vengono realizzate con un’alta qualita’, a cinque megapixel, con sistemi di ripresa dotati di grand’angolo, zoom e infrarossi. Le telecamere vengono posizionate in mezzo alle foglie o mimetizzate. Presto verranno installati sensori acustici in grado di essere azionati dal rumore degli spari o dal verso degli animali. I risultati, secondo una ricerca del Financial Times, sono stati incoraggianti. Il sistema TrailGuard, dotato di processore visivo Intel con telecamere, operativo nella riserva nazionale di Grumeti, in Tanzania, ha permesso di smascherare cinquanta cacciatori e aiutato la guardia forestale ad arrestare venti persone e recuperare piu’ di mille chili di carne illegale. La Resolve, fondazione americana in difesa della natura, sta finanziando e coordinando la realizzazione di mille TrailGuard da inviare in Africa, nei prossimi due anni, per proteggere un centinaio tra parchi e riserve. Modem satellitari dell’ultima generazione saranno in grado di ricevere informazioni, in contemporanea, da cento telecamere. I costi operativi sono relativamente bassi: 17 mila dollari il primo anno, e leggermente di piu’ nel secondo, ma poi le spese per la trasmissione ed elaborazione dati saranno di 200 dollari l’anno, molto meno di quanto costerebbe impiegare droni e rangers di pattugliamento. Smart, invece, si fonda su un software sviluppato dai ricercatori di Harvard e che permette di fornire ai cellulari dei rangers informazioni, in tempo reale, sulla presenza di cacciatori e animali nella stessa area. In questo modo si renderanno piu’ mirati i controlli, senza perdite di tempo, e sara’ la vera differenza tra arrivare tardi o in tempo per salvare un animale. (AGI)
Foto: infodatnet

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