Un ragazzo diversamente abile, Simone Di Mario, 19 anni di Roma, in vacanza alle Maldive con la mamma, Antonella Bonamoneta, è diventato un piccolo grande eroe sull’isola di Dhidhdhoo. Grazie a lui sono state salvate quattro tartarughe marine che erano rimaste imprigionate in un groviglio di reti e plastica in mezzo all’oceano.
Il giovane, insieme alla madre e ai ragazzi maldiviani dell’ associazione che ha reso nota la storia a Milano – la North Maldives che sostiene l’ecoturismo nell’ arcipelago – stava tornando da una escursione su un’isola deserta, quando si è accorto del groviglio galleggiante e lo ha segnalato allo staff. Quando la barca si è accostata, ci si è accorti che all’interno c’erano quattro bellissime tartarughe della specie lepidochelys olivacea, rimaste imprigionate fra funi e reti, ormai sfinite nell’inutile tentativo di liberarsi e condannate a morte certa.
E le hanno salvate. “Ali Shameeme e Rasheed Moosa, i nostri accompagnatori maldiviani, hanno lavorato duramente, tagliando reti e plastica con i coltelli, per liberare le tartarughe – racconta al telefono Antonella Bonamoneta – è stato difficilissimo, ma alla fine siamo riusciti a liberarle tutte e quattro. L’ultima l’abbiamo dovuta issare a bordo per togliere gli ultimi legacci e poi l’abbiamo liberata in acqua. Aver fatto qualcosa di concreto per l’oceano è stata un’esperienza straordinaria”.
“Negli oceani di tutto il mondo c’è troppa plastica – afferma Mohamed Waheed, presidente di North Maldives – ed è una forma di inquinamento molto pericolosa per l’intero pianeta”.

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