Sono già tre gli esemplari appartenenti a specie protette colpiti a fucilate in questi primi giorni della preapertura della caccia, decisa da 15 regioni italiane a partire dal 1° settembre. Due di essi sono già deceduti: si tratta di unapoiana,colpita in provincia di Pavia e ricoverata al centro La Fagiana della Lipu in provincia di Milano, deceduta a causa di ferite gravissime causate dai pnell’ambito di un progetto Life Abc (Against bird crime) e della campagna internazionale #Flightsurvival guidati da BirdLife International, la più grandallini conficcati in tutto il corpo, e di ungheppio, abbattuto a Montecompatri (Roma), che presentava fratture agli arti e una lesione addominale, accertate dal Centro recupero della Lipu a Roma.  Sempre nel centro di Roma è ricoverata un’upupa, proveniente da Santa Marinella (Roma) il cui omero dell’ala sinistra è stato distrutto da un pallettone da 0,5 centimetri. L’animale è in pericolo di vita e comunque le sarà precluso per sempre il ritorno alla vita selvatica. A denunciare i gravissimi episodi è la Lipu-BirdLife Italia,che da oggi lancia una petizionee rete mondiale per la tutela della natura e degli uccelli selvatici.
Oltre a un maggior controllo del territorio, in particolare attraverso il ripristino della vigilanza venatoria delle polizie provinciali, con la petizione la Lipu chiede un inasprimento delle pene per chi commette atti di bracconaggio; l’introduzione della previsione del “furto venatorio”, già applicato da numerose Procure della Repubblica ma per il quale serve una legge; una norma che preveda una sorta di Daspo venatorio, ovvero la responsabilità oggettiva per gli istituti di caccia all’interno dei quali si siano verificati episodi di bracconaggio, con conseguente sospensione dell’attività venatoria al loro interno. Inoltre, chiede l’esclusione dell’applicazione dell’articolo 132 bis del Codice penale (“Tenuità del fatto”) per le pene previste dall’articolo 30 della legge 157/92.

Lanciamo oggi questa grande petizione per favorire una svolta alla lotta al bracconaggio nel nostro Paese – dichiara Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia – Gli episodi di bracconaggio che denunciamo oggi, avvenuti a pochissime ore dall’avvio della stagione di caccia, sono l’ennesimo segnale della gravità del quadro e della necessità di dire basta. La crescita del Paese passa anche dalla legalità ambientale e dal rispetto del patrimonio comune e siamo certi che questa volta le istituzioni sapranno ascoltarci, tanto più se, con la petizione, a noi si affiancheranno decine di migliaia di persone”.

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