Il commercio illegale di cuccioli non è soltanto un fenomeno crudele, che ogni anno causa la morte di migliaia di animali, è anche una importante fonte di finanziamento per gli ambienti malavitosi. Lo ha detto Marco Bravi, responsabile nazionale delle Guardie Zoofile Enpa, in occasione del convegno “La Protezione degli animali e la Veterinaria dal Risorgimento ad oggi”, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 140enlla dell’Enpa e svoltosi sabato 1° ottobre a Torino presso la facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco. «Considerando che all’origine i cani vengono pagati tra i 50 e i 70 euro e che vengono poi acquistati dai compratori (spesso ignari), per cifre fino a 800 euro, non stupisce che il giro d’affari dei trafficanti possa arrivare a eguagliare quello del traffico della droga.» Il preside della facoltà di Veterinaria, Bartolomeo Biolatti, e la docente Anna Farca hanno invece insistito sul ruolo, una vera e propria missione, del veterinario. «Non si diventa veterinari senza passione – hanno precisato -. Questa è una facoltà che gli studenti scelgono perché fin da piccoli hanno una passione, quella per gli animali e il loro benessere». Anche perché il loro benessere è legato a doppio filo con quello degli uomini. «Specie quando si parla di allevamenti per alimentazione umana – ha aggiunto Romano Marabelli dipartimento per la Sanità pubblica veterinaria del ministero.»

Fonte: www.enpa.it 

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