“Trecentocinquanta daini verranno presto uccisi in base al ‘Piano di gestione del daino’ approvato dal Parco nazionale del Circeo che prevede la riduzione della popolazione del 30%”. Lo scrive in una nota l’Ente nazionale protezione animali che in una nota si rivolge al presidente del Parco, “invitandolo a vagliare altre possibilita’. Soluzioni alternative e non cruente sono ancora possibili. Innanzitutto sarebbe importante promuovere un censimento serio della popolazione dei daini. I dati attualmente disponibili non risultano aggiornati soprattutto dopo gli incendi che hanno interessato la zona e fanno riferimento soltanto a delle stime”. “Chiediamo – continua l’ENPA – di applicare e di verificare ogni alternativa al trappolaggio e all’uccisione degli animali, come ad esempio, le azioni di dissuasione e allontanamento da zone ritenute ‘critiche’. Ricordiamo che il ricorso all’uccisione di animali per il ‘contenimento’ delle popolazioni viene messa in atto dai parchi italiani e piu’ in generale in tutta Italia da oltre vent’anni senza aver mai portato nessun risultato. È ora di prendere atto di questo fallimento – afferma l’ENPA – e, in sinergia con i Ministeri interessati, iniziare a percorrere strade innovative ed efficaci. Una di queste e’ rappresentata dal progetto di ricerca che prevede la sperimentazione del farmaco immunocontraccettivo Gonacon, che interviene sul controllo delle nascite, favorendo un calo numerico. Questa tecnica, utilizzata all’estero, ha dato ottimi risultati”. “Il parco nazionale del Circeo rappresenta un bene prezioso per la biodiversita’ e un importante punto di riferimento per i cittadini e oggi si trova sotto accatto di bracconieri e speculatori. Anche per questo e’ diventato ancora piu’ importante iniziare a cambiare rotta subito, e imboccare la strada dell’innovazione, applicando tutte le misure efficaci e non cruente gia’ a disposizione dei parchi italiani”, conclude l’ENPA.

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