Diciannove ore di lezioni d’aula, trenta ore di tirocinio presso le strutture Enpa, un esame finale che prevede test a risposta multipla e una verifica orale. E’ questo il programma del corso di formazione per dogsitter e catsitter, organizzato a Torino (presso il rifugio di via Cuorgné) dall’Ente Nazionale Protezione Animali. Ma non è tutto. Il “piano di studi” infatti prevede anche insegnamenti mirati sia per gli housesitter, che assistono gli animali a casa, sia per i taxisitter che accompagnano i quattrozampe alle visite veterinarie o alle tolettatura. Il via alle lezioni è previsto per il 24 ottobre con il primo incontro dedicato alle nozioni di medicina legale e proseguirà nelle settimane successive con i moduli sull’etologia, sul galateo canino, sul Pronto Soccorso. «L’obiettivo di questa iniziativa, è di colmare un pericoloso vuoto “formativo”, poiché fino ad oggi il dogsitting è stato svolto in modo improvvisato», spiega il presidente dell’Enpa di Torino, Giovanni Pallotti, illustrando le finalità dell’iniziativa. «Con conseguenze spesso tragiche – prosegue Pallotti – come nel caso di quel ragazzo che a luglio prima ha provocato la morte di due cani, tenendoli chiusi in automobile, poi ne ha gettato le spoglie nel Po.» Fare il dogsitter non significa portare a passeggio i cani per una quarantina di minuti; significa imparare a conoscerne il linguaggio, non solo per garantire loro una passeggiata piacevole e rilassante, ma, soprattutto, per prevenire possibili situazioni di pericolo. «Ci molti casi in cui i quattrozampe lanciano segnali di allerta che una persona inesperta non riesce a decodificare – prosegue il presidente dell’Enpa di Torino -. Ad esempio, se il nostro cane “saluta l’incontro a distanza con un suo simile” abbassando la testa e rimanendo parallelo al terreno o spostando il baricentro all’esterno del proprio conduttore, quasi a disegnare una esse con il corpo, questo significa che tale incontro non è gradito. E che in caso di un ulteriore avvicinamento, i due animali potrebbero scontrarsi.» Per i proprietari dei quattrozampe, inoltre, rivolgersi a dogsitter “certificati” Enpa vuol dire affidare i loro compagni di vita a persone competenti ed equilibrate, che posseggono tutte le competenze necessarie ad assicurarne il benessere e l’incolumità. 

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