Il racconto è di quelli da brividi dove la violenza va oltre ogni immaginazione e profila un chiaro quadro di pericolosità sociale dell’uomo, un pregiudicato di 44 anni di Rivoli in provincia di Torino, che ha accoltellato, trascinato, ucciso e bruciato il suo cane. L’Ente Nazionale Protezione Animali scende quindi in campo con tutti i mezzi a disposizione denunciando l’uomo per uccisione di animali con aggravanti, con richiesta di emanazione di misure di sicurezza in quanto pericoloso socialmente e chiedendo al Sindaco di Rivoli di emettere un’ordinanza interdittiva al possesso di animali. “L’orrore che ha travolto questa povera creatura indifesa – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – fa tremare i polsi e apre con violenza uno stralcio su una realtà di cui ancora si parla troppo poco: coloro che torturano e uccidono gli animali sono le stesse persone che poi si scagliano con violenza sui propri cari. Dall’indagine di Link Italia e Corpo Forestale dello Stato su un campione di 687 detenuti ha evidenziato che il 68% degli autori di reato per lesioni e maltrattamento in famiglia ha maltrattato e/o ucciso animali da adulto. E’ bastato un morso del cane a scatenare una furia ed una violenza indicibile E’ ora di fermare queste persone una volta per tutte e trattare il reato di maltrattamento di animali con la gravità che lo contraddistingue!”
L’Enpa ricorda che nella letteratura scientifica internazionale il maltrattamento e/o uccisione di animali, in termini statisticamente rilevanti, sono condotte riconosciute come specifici indicatori di Pericolosità Sociale. Dallo studio di LINK-ITALIA è emerso che del campione di detenuti considerato il 61% ha maltrattato e/o ucciso animali da minorenne mentre il 64% ha maltrattato e/o ucciso animali da adulto. “Eppure in Italia – continua Carla Rocchi – ancora si fa fatica ad affermare questo principio e occorre battersi nei tribunali e nella società per contrastare la mentalità dominante, retrograda e socialmente pericolosa del ‘tanto sono solo animali’. Ora è chiaro che continuare a non riconoscere la gravità del maltrattamento di animali come orribile atto in sé e come specifico indicatore di pericolosità sociale significa, a livello sociale, ignorare un bomba ad orologeria che sta per scoppiare”.
L’Ente Nazionale Protezione Animali è da sempre in prima linea nei tribunali e nella società per combattere il maltrattamento e l’uccisione di animali ed è stata la prima associazione ad evidenziare l’importanza della connessione tra la violenza sugli animali e la pericolosità sociale degli individui grazie alla collaborazione con Link-Italia.
“Abbiamo presentato denuncia – afferma Claudia Ricci, avvocato Enpa nazionale – contro il pregiudicato 44enne autore di questo orribile gesto per uccisione di animali con aggravanti, con richiesta di emanazione di misure di sicurezza in quanto soggetto socialmente pericoloso. Inoltre abbiamo richiesto al sindaco di Rivoli l’emissione di un’ordinanza interdittiva al possesso di animali nei confronti dell’uomo.”

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