“Orrore e brutalità contro un gattino indifeso. Un ragazzo di tredici anni ha preso a calci l’animale fino ad ucciderlo. La terribile violenza è stata ripresa in un video poi pubblicato su TiKTok che in poco tempo ha fatto il giro dei vari social network. Il ragazzo avrebbe compiuto questo scempio nel mese di agosto a Casoria ma il video è diventato virale in queste ore”.
Il ragazzo è stato identificato ed è stato denunciato. Ha 15 anni. A comunicarlo, sindaco di Casoria: «Esprimo profonda condanna per un gesto di violenza gratuita che non fa onore ad una comunità cittadina civile come la nostra. Fin da quando sono state diffuse in rete le immagini, la Polizia municipale si è messa sulle tracce dell’autore che è stato rintracciato e sarà deferito all’Autorità Giudiziaria competente». Il sindaco si rivolge infine a coloro che hanno pubblicato il video sul social: «Anche per loro saranno compiuti accertamenti rivolti a verificare anche le responsabilità penali. Piuttosto che registrare avrebbero fatto meglio a fermare il loro compagno, ed in ogni caso avrebbero avuto il dovere di denunciare l’accaduto».
I carabinieri di Casoria  hanno denunciato un 15enne e un 17enne per maltrattamenti di animali. Secondo quanto accertato dai militari a prendere a calci il gatto sarebbe stato un 15enne di Casalnuovo (Napoli) mentre l’altro ragazzo di 17 anni avrebbe poi postato il video su un social. I militari hanno sequestrato il telefonino utilizzato per postare il video.
A dirlo l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) precisando di aver segnalato il video alla Polizia Postale e di procederà in tutte le sedi “affinché questo atto indegno venga punito”. “Le Guardie Zoofile ENPA hanno già segnalato il video alla Polizia Postale e siamo pronti a procedere in tutte le sedi possibili. Denunceremo i genitori del ragazzo – afferma Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA – Non possiamo lasciare che una morte così atroce resti impunita. Il gatto è stato maltrattato e ucciso, in modo barbaro e con chissà quanta sofferenza! Innumerevoli studi confermano che violenze così efferate sono sintomo di pericolosità sociale ed è nostro dovere non voltarci dall’altra parte quando succedono fatti così gravi. Arriveremo fino in fondo a questa orribile storia”.

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