“Tenere un animale inchiodato è contro ad ogni logica”. Così si esprime Sergio Giovannetti, il presidente dell’Associazione Culturale Ornitologica, mettendo sotto accusa Portobello, lo storico programma che fu di Enzo Tortora e che torna in tv da sabato 27 ottobre in prima serata con la conduzione di Antonella Clerici. La trasmissione viene presa di mira anche da Sos pappagalli che ha qualcosa da ridire su come viene trattato il pappagallo, oggi come allora simbolo dello show.
“Come si vede nello spot già in onda il pappagallo, un amazzone fronte gialla, non è più lasciato libero sul trespolo, ma ben legato sull’asta di legno. E incoraggiato a ripetere più volte il nome della trasmissione”, precisa Giovannetti, che si dice pronto a denunciare il programma se le condizioni del pappagallo non migliorano. “Sia chiaro – aggiunge poi – non sono contro il programma, ma tenere un animale inchiodato è contro ad ogni logica. In più, ci tengo a dire che i pappagalli ripetono con cognizione di causa. Sono animali sensibili, ripetono solo su loro spontanea volontà, non certo perché incoraggiati”. Inoltre sembrerebbe avere sul rostro un pezzo di scotch trasparente, probabilmente per evitare che possa beccare a scopo di difesa o offesa o che possa manifestare eventuali segnali di disagio. Immagini che avrebbero urtato la sensibilità dell’opinione pubblica, soprattutto gli amanti di questi animali.
Per questo Sergio Giovannetti ha avviato una petizione online, che ha raggiunto già 2.500 firme, per chiedere che al pappagallo venga tolta la catena e che sia assistito per tutto il tempo della trasmissione da un veterinario. “È molto semplice capire perché un pappagallo non deve mai essere legato ad una zampa – spiega il veterinario Lorenzo Crosta – . Questo uso proviene dalla falconeria. Ma un pappagallo non è un falco che arriva sulla preda a oltre 100 chilometri orari e uccide un animale con la forza degli arti. Un pappagallo ha arti inferiori non idonei a questo tipo di sforzo. Pertanto con uno strattone può subire delle fratture oltre che dei traumi psichici“. Una considerazione supportata anche dall’articolo 544-ter del codice penale sul maltrattamento degli animali che vieta di tenere animali selvatici o esotici alla catena o legati al trespolo. “Il rischio è di dare al pubblico un’immagine sbagliata – aggiunge Alicia Andrews presidente della onlus Sos Pappagalli -. Noi cerchiamo di educare il pubblico a come occuparsi correttamente dei pappagalli, mentre la Rai sta remando proprio controcorrente qui. Maltrattare un animale non è giusto specialmente quando lo fai in modo diseducativo per il pubblico e per i bambini in particolare. I pappagalli sono super intelligenti e sensibili, molto di più di quanto crede la gente”.(tvzap.kataweb.it)

 

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