Se l’Australia, per difendere la sua piccola fauna selvatica, ha addirittura pensato di “diminuire” i gatti randagi e di intimare ai proprietari di tenere quelli domestici in casa, la soluzione di farli uscire solo al guinzaglio. è stata respinta senza appello. Come riporta rainews.it questa sarebbe l’estrema misura, suggerita da alcuni studiosi, pensata per proteggere la fauna potenziale vittima da questi pericolosi pelosi predatori domestici. Ma l’Unione europea si è dichiarata contraria a questo obbligo coercitivo ribadendo il diritto alla mobilità per i pelosi predatori. La commissione europea ha dichiarato giovedì di essere “un forte difensore del diritto alla libera circolazione, compresa quella dei gatti”. L’esecutivo dell’UE ha “categoricamente” respinto l’idea di costringere i gatti a rimanere al chiuso o al guinzaglio, come suggerisce uno studio scientifico. Gli scienziati della Tilburg University avevano argomentato in un articolo pubblicato sul Journal of Environmental Law di Oxford che i gatti domestici “incidono sulla biodiversità attraverso la predazione, il disturbo che creano nell’ambiente, la competizione, le malattie e l’ibridazione” aggiungendo che l’impatto della predazione felina è molto spesso peggiore di quanto si pensi per concludere con l’auspicio che leggi e direttive dell’UE possano effettivamente costringere i proprietari a tenerli al chiuso o al guinzaglio quando all’aperto.

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