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PostHeaderIcon Comune di Gaeta limita illegittimamente il possesso di animali d’affezione. Enpa: misura irragionevole e discriminatoria, aumenterà il randagismo

tanti_CopiaIl consiglio comunale di Gaeta nella seduta del 28 settembre scorso ha approvato una delibera, ancora non resa pubblica, con la quale ha modificato, contra legem e illegittimamente, il proprio regolamento sulla tutela degli animali. Il consiglio ha infatti abrogato il divieto di fissare un numero massimo di animali domestici detenibili in abitazioni ed ha fissato dei paletti sul numero degli stessi che vanno in aperto contrasto con le normative regionali e nazionali in materia. E’ assurda, ad esempio, la restrizione alla detenzione per massimo 5 gatti nelle aree esterne, a prescindere dalla dimensione delle stesse ed al contempo nessuna limitazione numerica, se non in base alla superficie, nelle aree chiuse e negli appartamenti con l’effetto di aumentare il rischio di accumulo compulsivo in ambienti inadeguati ed invece penalizzare chi, con investimenti personali e quotidiana dedizione per la corretta detenzione e pulizia, cura animali feriti o malati salvandoli anche dalle inadempienze delle autorità preposte.
L’Enpa sta valutando, appena la delibera sarà pubblicata, di impugnare la stessa dinanzi all’autorità competente al fine di ristabilire il principio fissato dal legislatore, violato dal nuovo regolamento, secondo il quale laddove vengano rispettate le condizioni igienico-sanitarie atte a tutelare la salute pubblica e quella degli animali, non si può limitare il numero di animali d’affezione che è possibile detenere in casa propria. Principio confermato da numerose pronunce giurisprudenziali finanche del Consiglio di Stato.
Un regolamento, quello del Comune di Gaeta, che mortifica non solo la legge ma le prime vittime dell’illegittimo provvedimento, gli animali d’affezione, che, come esseri senzienti, hanno diritti che vanno tutelati e non violati. Ciò anche in considerazione del fatto che la norma introdotta potrebbe indurre i proprietari ad abbandonare i loro animali. Insomma c’è il rischio, più che concreto, che si finiscano per incentivare comportamenti criminali – l’abbandono, come il maltrattamento e l’uccisione di animali sono reati – che le istituzioni dovrebbero fare di tutto per reprimente. E non certo per agevolare. (enpa.it)

 

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