Si è spento a 92 anni nella sua casa di Cetona, in provincia di Siena, Guido Ceronetti, una delle più belle menti del ‘900.
Scrittore, drammaturgo, poeta e critico, lo studioso torinese ha regalato per decenni piccoli capolavori di  Cultura in cui mise a frutto anche le sue non comuni doti di traduttore dal latino e dall’ebraico. Mai perse di vista l’orrore della sperimentazione animale contro cui gridò anche dalle sue opere più importanti: “Pensieri del tè” e  “Il silenzio del corpo”.
-“Tutte le torture, i patimenti, i terrori imperdonabili inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno”. (Pensieri del tè, 1987)
– “Per quanta giustizia possa esserci in una città, basterà la presenza del mattatoio a farne una figlia della maledizione. Per quanto nobile possa essere una ricerca di medicina, la sperimentazione su esseri viventi ne farà sempre una figlia della maledizione”. (Il silenzio del corpo, 1979)
– “Dicono di avere abolito i sacrifici animali! Soltanto il rito hanno abolito: li sterminano ininterrottamente, illimitatamente, senza bisogno: il sacerdote si è fatto industria”.
(Il silenzio del corpo, 1979)