La moda di Elisabetta Franchi si schiera contro le pellicce, in difesa degli animali: con la collezione FW 2012/13 la stilista bolognese, in collaborazione con LAV, aderisce al Fur Free Retailer Program per la promozione di politiche di commercio che rispettino i diritti degli animali, in primis con l’eliminazione di articoli che contengono pellicce di origine animale.
Il Fur Free Retailer Program è un sistema di autocertificazione volontaria che consente ai marchi aderenti di beneficiare di una promozione gratuita da parte di tutte le associazioni della Fur Free Alliance nei Paesi in cui operano. Con l’adesione allo Standard Internazionale, il brand Elisabetta Franchi è stato inserito nell’elenco delle firme virtuose e pubblicato sia sul sito tematico della LAV www.nonlosapevo.com sia sul portale www.furfreeretailer.com.
Con questa adesione viene ufficializzata una campagna, quella a favore dei diritti degli animali, che Elisabetta Franchi ha già intrapreso da tempo con la eco collection della FW 11/12 e con la T-shirt Naked Truth della collezione SS 2012.
La Faux Fur collection per la FW 12/13 propone 12 pezzi realizzati in eco pelliccia, si va dalla giacca al bolero, dall’abito alla gonna. La palette di colori è dominata dal blu vero protagonista dell’autunno inverno 2012/13 di Elisabetta Franchi, la designer lo ha interpretato in chiave urban-fashion giocando con questa nuance misteriosa. Accanto a questo, il tono giocoso del rosa pastello e le nuances delicate come il cipria e il caramello su pellicciotti caldi e morbidi. Ma anche abiti e giacche con inserti di pelliccia maculata e pizzo, cappotti e giacche con catene o placche golden per uno chic contemporaneo attento al rispetto dei diritti degli animali, per essere attenti allo stile ma con responsabilità.
“L’estensione delle politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa al rispetto dei diritti degli animali rappresenta una sfida cruciale e, allo stesso tempo, una opportunità di crescita e innovazione per le aziende orientate verso la produzione etica e sostenibile: una condotta a cui i consumatori guardano con sempre maggiore interesse per orientare al meglio gli acquisti – afferma Simone Pavesi, responsabile nazionale LAV settore pellicce – Proprio questa accresciuta sensibilità al tema delle sofferenze animali è alla base della massiccia adesione, circa 50mila firme in poche settimane, alla petizione indetta dalla LAV per sollecitare una legge che disponga il divieto di allevare, catturare, uccidere e commercializzare animali per farne pellicce. In attesa di questo traguardo, ciascuno di noi può contribuire, ogni giorno, scegliendo prodotti cruelty free e diffondere via social network la campagna antipellicce della LAV dal sito dedicato www.nonlosapevo.com

Fonte: www.lav.it

Categorie: Animali e Cultura