Sanzioni per chi abbandona gli animali, stanziamenti per le sterilizzazioni, tasse sugli allevatori. E ancora: coinvolgimento delle associazioni nella definizione delle strategie di prevenzione e contrasto al randagismo, educazione al possesso responsabile. E’ quanto chiedono al governo nazionale e alla municipalità di Skopje le associazioni animaliste macedoni, promotrici lo scorso fine settimana di una forte iniziativa di protesta.
La manifestazione, alla quale Enpa ha aderito formalmente anche con una lettera di sostegno, nasce dal voltafaccia delle istituzioni macedoni nei confronti degli impegni presi, nei mesi passati, per una seria ed efficace politica di contrasto agli abbandoni e al randagismo. Poco o nulla, denunciano gli attivisti locali, è stato fatto per incentivare le sterilizzazioni, promuovere le adozioni, reprimere i comportamenti irresponsabili dei proprietari di animali, e così via. Purtroppo l’elenco delle inadempienze è ancora lungo.
Il timore delle associazioni animaliste macedoni, con Anima Mundi in prima linea, e dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che aveva favorito l’apertura di un canale di dialogo tra mondo animalista e istituzioni,  è quello di un salto nel buio. Cioè, di un ritorno alle strategie fallimentari del passato, quando si pensava di risolvere il problema uccidendo in massa gli animali. Strategia talmente fallimentare da non risolvere l’emergenza, che, anzi, si è addirittura aggravata.
In questa battaglia, Enpa è al fianco delle associazioni macedoni nel chiedere una netta rottura con politiche anacronistiche e un deciso cambio di passo tanto nella repressione dei reati contro gli animali quanto nell’incentivazione delle sterilizzazioni e delle adozioni dei “trovatelli”.

Categorie: News