Peppo è un gatto nato e cresciuto ad Aleppo, in Siria, durante la guerra. Attraverso le sue parole si ripercorre la storia dell’assedio di Aleppo e, soprattutto, la fantastica storia del gattile di Aleppo; una storia vera, raccontata dai principali media internazionali e nazionali, dalla BBC a Repubblica.
“Peppo, il gatto di Aleppo”, di Maria Cecilia Cavallone e Claudia Piras (People, 2019) è un albo illustrato per bambini da sei anni in su che ha l’ambizione di parlare ai piccoli (ma anche ai grandi) raccontando l’atrocità della guerra, il dramma silenzioso degli animali in un conflitto bellico ma anche le storie di solidarietà che nascono e crescono. Nato dalla collaborazione tra People (www.peoplepub.it) e l’Ente Nazionale Protezione Animali, il libro – 36 pagine – esce il 7 novembre in un periodo in cui l’inasprimento e la complicazione del conflitto siriano impegnano le cancellerie di tutto il mondo e preoccupano milioni di persone, già impegnante in mobilitazioni in tutti i continenti per chiedere di fermare la guerra.
La storia del rifugio per animali di Aleppo è vera, dunque. Mohammad, il padrone di Peppo, ha aperto il gattile in memoria di un gatto “italiano”, Ernesto, e qui ha dato rifugio, oltre a innumerevoli gatti, a decine di animali (anche una gallina!). Mohammad prima della guerra faceva l’elettricista, poi ha fatto il conducente di autoambulanze per una ong, e si è sempre occupato di animali randagi. Anche lui, con la città sotto assedio, è diventato profugo, ma appena ha potuto è tornato ad Aleppo per salvare animali. Il suo gattile è stato bombardato e molti degli ospiti sono morti. Grazie a una straordinaria mobilitazione social, il gattile ha ricevuto e riceve tuttora considerevoli donazioni che gli hanno permesso di soccorrere e aiutare animali e umani: una bellissima storia di solidarietà raccolta in questo albo illustrato.
Scrive la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, nella prefazione del libro: «La storia di Peppo e Alaa racconta un mondo piccolo e al tempo stesso capace di non respingere nessuno. Un mondo che accoglie e non discrimina, che cura i corpicini e tiene lontana la paura, che è sempre in pericolo ma – dice Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa –  è in grado di dare sicurezza dentro i suoi confini. A tutti noi, Peppo e Alaa hanno fatto sapere che niente è troppo difficile da realizzare».
Dichiara People: «Quella del gattile di Aleppo è una piccola, grande storia che siamo felici di pubblicare, come siamo felici di poterlo fare con una bella e grande realtà come quella di Enpa. La triste attualità che la accompagna ci riempie invece di tristezza. A pochi chilometri da Aleppo si sta consumando l’ennesima violenza, attaccando la dignità delle persone e di un popolo, nell’indifferenza dell’Europa e del mondo».

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