Certamente chi vive in campagna la troverà un’invenzione molto utile. E’ una porta speciale molto tecnologica che lascia fuori il gatto se ha in bocca qualcosa. La presenta il sito wirid.it.
“Se il gatto ha la possibilità di scorrazzare all’esterno, capiterà di sicuro che prima o dopo porti in casa una preda come un topo, un uccellino o una lucertola. Per lui è un trofeo oltre che un dono per insegnare ai propri umani a cacciare, ma non è certo piacevole trovarsi brandelli di carne sanguinolenta in giro o piccoli animali terrorizzati e feriti che fuggono per le stanze. Per fortuna la tecnologia può venire in soccorso, come dimostrato da una geniale idea fai da te.
Il progetto presentato su Reddit dall’utente eee_bume – uno studente universitario – è tanto semplice nella sostanza ed efficace quanto elaborato nella progettazione e nello sviluppo lato software. Si poggia naturalmente su un Raspberry Pi ossia il computer-piastra feticcio degli informatici più creativi (ecco dieci progetti tutti da gustare) collegato a una fotocamera in grado di vedere all’infrarosso e a una portina smart.
Se il gatto torna a casa con qualcosa in bocca, il sistema riconosce la situazione e lo lascia fuori, altrimenti gli dà il via libera. Grazie al machine learning, questa soluzione migliora più passa il tempo e allarga l’orizzonte a diversi scenari molto interessanti perché quello della preda come variabile per aprire o no la portina è solo una delle possibili applicazioni.
Si può infatti immaginare di istruire il procedimento di riconoscimento basato sul machine learning per distinguere un gatto da un altro basandosi sulle sfumature del manto, oppure le caratteristiche del muso oppure ancora dai movimenti. Così da fare a meno di eventuali tag basati su rfid o altri sistemi attualmente in commercio per bloccare l’ingresso a mici non autorizzati in cerca di crocchette da razziare.

 

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